Carlo versione ologramma. L’ultima trovata del principe delle gaffe

L’erede al trono d’Inghilterra ha partecipato "virtualmente" a una conferenza per non farsi criticare dagli ambientalisti. Ma si è reso ridicolo

Londra - «Eh ma insomma non ne faccio una giusta...». Questo deve aver pensato ieri il povero Carlo d’Inghilterra, subito dopo aver presenziato via ologramma, alla conferenza per il risparmio energetico di Abu Dhabi. Ma come, lui, il primo rappresentante di una famiglia reale che decide di materializzarsi come un alieno dei migliori film di fantascienza nel bel mezzo del summit mondiale sul futuro dell’energia, non viene tanto lodato per il bel gesto quanto infangato con maligne insinuazioni?

Si sa: quando uno lo prendono di mira le antipatie se le porta dietro, non c’è nulla da fare. Un passo indietro per capire: il primogenito della regina, che da tempo si professa un fan ecologista, è stato spesso criticato dagli ambientalisti per molte sue memorabili gaffe. Perfino il suo ultimo apprezzabile tentativo di ridurre le spese per i suoi viaggi (pagati dai sudditi di Elisabetta, sua madre) e di tagliare le emissioni di carbonio, apparendo all’incontro negli Emirati Arabi Uniti in forma di ologramma, è stato trattato con una certa sufficienza e con una massiccia dose di cattiveria dai tabloid britannici.

È vero che terminare una relazione di sei minuti dichiarando «ora svanirò nell’aria, non lasciando alcuna traccia di carbonio dietro di me», neanche fosse il Maestro dei Power Rangers, strappa qualche sorriso, ma in Gran Bretagna ci sono andati pesanti. «Ma vai a vedere – hanno insinuato i più cattivelli – che questo invece di salvaguardare l’ambiente, voleva piuttosto salvarsi la faccia dalle proteste degli ambientalisti che l’avevano messo in croce?» In effetti di gaffe, quella volta Carlo non ne aveva fatta soltanto una, ma addirittura due. Primo: aveva inaugurato la sua visita ufficiale negli Stati Uniti insieme a Camilla partendo da Filadelfia e i suoi sudditi tutti a chiedersi se proprio da lì dovesse partire, dalla città in cui nel 1776 venne firmata la Dichiarazione d’indipendenza. Poi l’ex vicepresidente Al Gore lo invita a prendere un premio sulla salvaguardia dell’ambiente dato dalla Harvard Medical School e lui che fa? Da Filadelfia prende il primo jet per New York e si precipita a prendersi l’onorificenza bruciando 20 tonnellate di anidride carbonica

Non è finita: il 23 marzo dello scorso anno si reca nel Surrey, in treno, a parlare di cambiamenti climatici e neppure questo va bene, perché ha la sfortuna di sedere in prima classe con altri passeggeri.
Neanche due settimane dopo lui che è figlio della regina più cool del mondo – quella che a 80 anni suonati usa internet meglio di una adolescente – non si lascia scappare che ancora preferisce il vecchio videoregistratore ai dvd? Subito il graffiante Mirror lo ribattezza «Heir to the moan» a significare uno che sta sempre a mugugnare sulla vita moderna, come già aveva fatto con gli hamburger di McDonald’s e l’architettura. Il 24 giugno inoltre era scoppiata la bomba. Al carbonio. Viene fuori che Carlo il verde ne produce in un anno oltre 1.500 tonnellate. Il 22 settembre viene invitato a inaugurare un giardino ad Alnwick e in questo caso lui è il più adatto, adora il giardinaggio. Non si scopre che ci coltivavano la marijuana e la coca? Quando si dice la sfortuna.

A proposito di sfortuna. Quella che si dice porti sua moglie Camilla, la vogliamo ricordare? La poveretta inaugura una splendida nave da crociera, la «Queen Victoria», lancia la bottiglia di champagne e questa non s’infrange sulla prua. Poi a quella nave ne capitano di tutti i colori e i giornali giù a raccontare della «maledizione di Camilla». Ma per forza che dopo i sudditi inglesi, sul trono, a Carlo preferirebbero il figliolo di bell’aspetto William. Non sarà uno stinco di santo, ma almeno non si fa fotografare con la papalina verde in testa quando scia.