Carlos Rubio & C.

Si tratta di cinquantaquattro religiosi Ospedalieri trucidati dagli anarco-comunisti durante la guerra civile spagnola. L’anno è il 1937. L’ordine ospedaliero pagò un altissimo tributo di sangue in quell’occasione, se si considera che, oltre a quelli di oggi, la Chiesa ha dovuto beatificare altri ventidue martiri della stessa famiglia religiosa. I Fatebenefratelli (così sono popolarmente conosciuti) di Spagna persero in tutto, per mano dei rojos, novantotto uomini. Nei loro istituti ospedalieri questi religiosi si occupavano soprattutto di malati mentali e di bambini affetti da malattie ortopediche. Qui non abbiamo spazio neanche per elencarne i nomi. Possiamo solo dire che molti tra loro erano ventenni, e i più non erano neanche sacerdoti. Carlos Rubio, sacerdote, era il più anziano: settantaquattro anni. Padre Rubio aveva ricoperto diverse cariche in seno all'ordine. Era stato priore, maestro dei novizi, consigliere provinciale e superiore provinciale della vasta provincia ispano-americana dei Fatebenefratelli. Nel 1935, giusto un anno prima dello scoppio della guerra, da Gibilterra, dove si trovava, fu mandato a dirigere la scuola ospedaliera di Talavera de la Reina, dove studiavano i giovani aspiranti. Quando le cose si misero al peggio, i ragazzi furono messi al sicuro col rimandarli in famiglia. Giusto in tempo. Irruppero i miliziani e, urlando e bestemmiando, costrinsero i religiosi a togliersi l’abito, poi li trascinarono via e li portarono davanti a un “tribunale del popolo”. I religiosi catturati vennero fucilati seduta stante dietro alla chiesa del paese.
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