Carlucci e D’Urso ballano con i legali Mediaset: "Ballando" e "Baila" non sono show fotocopia

La conduttrice del programma Rai fa causa a "Baila!" che andrà su Canale
5. L’accusa è di plagio. Ma entrambi gli spettacoli sono dei format
stranieri

D’estate la tv langue fra repliche e show di serie B, così ci pensa Milly Carlucci ad alzare la temperatura, facendo causa a Baila!, il prossimo show - fiore all’occhiello di Mediaset - condotto da Barbara D’Urso, che sarebbe un clone di Ballando con le stelle, in onda su Raiuno dal 2005 e di cui Milly è anche autrice. La Rai non interviene (nonostante il consigliere d’amministrazione dell’Udc Rodolfo De Laurentiis abbia paventato un alto «rischio di plagio») e così la showgirl e gli altri autori scatenano la guerra dando mandato all’avvocato Giorgio Assumma di procedere contro Bailà!

Siamo allo scontro diretto Rai-Mediaset l’un contro l’altra armate? Difficile dirlo. Per il momento Mediaset se ne sta fuori dalla polemica. Fonti vicine ai vertici dell’azienda dicono: «Se vogliono far causa non possiamo impedirlo ma Barbara D’Urso e i programmi d’intrattenimento non c’entrano niente. Dovesse accadere, se ne occuperà il nostro ufficio legale». Del resto la strategia di Mediaset su Baila! era già stata ampiamente chiarita da Pier Silvio Berlusconi dieci giorni fa, alla presentazione dei palinsesti. «Baila! - ha detto in quell’occasione il vicepresidente Mediaset - è l’adattamento italiano del format sudamericano Bailando por un sueno! da noi regolarmente acquistato. È un talent di ballo con la peculiarità di coinvolgere vip e persone comuni. Il talent di ballo è un format che funziona nelle tv commerciali di tutto il mondo e non ci sognamo certo di affermare che l’unico reality sia Grande Fratello o l’unico talent di canto sia Amici».

E proprio qui sta il busillis. Bene o male i talent sono tutti molto simili uno all’altro. Io canto non è forse una versione aggiornata e corretta di Ti lascio una canzone? Entrambi hanno i bambini come star ed entrambi si sono «scontrati» ma senza sollevare un gran polverone. Tra l’altro Ti lascio una canzone è stato inventato da Roberto Cenci, che è anche direttore artistico di Baila! e che ribadisce: «Milly è una grande professionista e ha un successo strepitoso. Tutti noi facciamo talent e il talent non si fa giocando a bocce. Nel 1994-’95 ho fatto Campioni di ballo con Lorella Cuccarini dove si sfidavano copie di professionisti, ma non mi sono mai sognato di dire che la Carlucci mi ha imitato. E non mi sono mai lamentato quando la Rai ha tenuto e rifatto Ti lascio una canzone chiamandolo Io canto. Cerchiamo di mantenere il format sudamericano personalizzandolo come si fa con tutti i format del mondo. E c’è un’altra differenza fondamentale tra noi e loro; loro usano ballerini professionisti e campioni di danza, noi Vip ma anche gente comune, macellai, salumieri, che poi ballano anche in modo magnifico. Non vedo il plagio. Insomma rilassiamoci, io cerco di fare il regista e il direttore artistico divertendomi». 

E allora in mezzo a decine di simil show che si differenziano per qualche piccola variazione di canovaccio cos’ha fatto infuriare la Carlucci? Quando va in onda, è il tritatutto degli ascolti. E allora cosa teme? Eppure da mesi chiede tutela per il suo programma che comunque - come Baila! è un format sudamericano - è originalmente un formato dell’inglese Bbc intitolato Strictly Come Dancing. Lo show della D’Urso partirà alla grande in settembre e la Carlucci non si dà pace già da mesi: «Il format originale è il nostro - ha detto tempo fa al nostro Giornale - ci abbiamo sudato sopra per anni. Rifarne uno simile significa creare in tv un effetto già visto. Poi tutto appare come un grande minestrone indifferenziato». Esattamente come sta accadendo adesso nei palinsesti. E allora?