Carlucci: «La Puglia ha aperto gli occhi Ecco come l’abbiamo riconquistata»

La rieletta deputata di Forza Italia attacca Vendola: «Le sue promesse sono rimaste tali, ha varato soltanto i Pacs»

Claudia Passa

da Roma

«È un dato eclatante, una vittoria di Silvio Berlusconi e di tutti noi, ma anche la testimonianza che i cittadini hanno aperto gli occhi e hanno capito che le promesse di Vendola non erano altro che questo: promesse». Confermata deputato a pieni voti nella difficile piazza pugliese, Gabriella Carlucci saluta entusiasta il risultato di Forza Italia dove un anno fa aveva vinto il rifondatore Vendola alle Regionali.
In un anno la Cdl ha «riconquistato» la Puglia, e Forza Italia è cresciuta di dieci punti. A cosa si deve questo successo?
«A Berlusconi, il comandante in capo. Ma anche a noi, il suo esercito, al coordinatore Fitto, e alle promesse non mantenute di Vendola. Anch’io ho avuto la mia soddisfazione, perché la mia provincia, Barletta-Andria-Trani, è quella che ha dato il risultato migliore agli azzurri: il 35%, con picchi del 39. E a questo risultato penso di aver contribuito girando 92 comuni, valorizzando cinque anni di lavoro, vincendo il pregiudizio che all’inizio della mia avventura parlamentare accompagnava la donna di spettacolo, non pugliese, che ha dovuto dimostrare di meritare la fiducia degli elettori».
La sinistra accusa Berlusconi di aver trascurato il sud...
«Tutt’altro. Grazie agli strumenti forniti dal governo è stato possibile conseguire importanti risultati. Penso all’agricoltura, ai 32 milioni di euro ottenuti grazie al mio intervento per incentivare l’esportazione dell’olio extravergine di oliva. Penso al settore calzaturiero, toccato dal boom dei prodotti cinesi nel mercato europeo: abbiamo utilizzato tutti i finanziamenti agevolati messi a disposizione dal governo per aiutare le aziende in crisi. Ma soprattutto ho combattuto la battaglia dei dazi».
Una battaglia non facile...
«Per niente. Quando sono cadute le barriere i prodotti cinesi hanno invaso l’Europa e i dazi erano l’unica soluzione per far fronte alla crisi. Ma all’inizio è stata una lotta solitaria. La sinistra ci prendeva per matti, nessuno pensava alle piccole aziende. Il governo ha incentivato aggregazione e innovazione tecnologica, ma l’unico modo per salvare posti di lavoro nel settore manifatturiero era introdurre i dazi. Siamo andati a Bruxelles, abbiamo attivato un pressing sull’Ue, e alla fine abbiamo vinto sia per il settore tessile, sia per il calzaturiero. E le nostre aziende hanno ricominciato a vendere».
Tutto questo ha inciso sul risultato elettorale?
«Certo. A ciò si aggiungano le promesse non mantenute di Vendola, dall’abbattimento del ticket al salario minimo di ingresso per i disoccupati, fino alla riapertura degli ospedali che Fitto aveva razionalizzato ottimizzando le risorse. Neanche nel suo paese d’origine Vendola ha mantenuto la promessa, e anche lì Forza Italia è il primo partito. Ha bloccato i progetti per l’energia alternativa, ha perso i finanziamenti europei che la Cdl aveva utilizzato al meglio assieme agli stanziamenti del governo per le grandi opere. In compenso, ha fatto approvare la legge sui Pacs e ha esteso alle coppie di fatto dello stesso sesso i servizi per le famiglie».
Un anno dopo, la Puglia sembra aver dato ragione al centrodestra...
«I cittadini hanno aperto gli occhi, hanno ragionato, e hanno capito che la Puglia è in piccolo quello che in grande potrebbe capitare all’Italia».