Carmelo Bene secondo l’«allievo» Sandro Veronesi

Chissà perché si parla sempre di scuole e mai di maestri. È tutto un fiorire di istituti specialistici adatti a formare in qualsiasi campo e professione. Di maestri, di coloro che in fondo dovrebbero essere i veri protagonisti dell’apprendimento e della formazione, invece non si parla mai. Ed è per questo che va vista con interesse l’iniziativa promossa dal Palazzo delle Esposizioni, una delle poche istituzioni culturali capitoline degna di questo nome, che a partire da questo pomeriggio (Sala Auditorium alle 18.30) dà il via alla rassegna «Ex/post». Si tratta di un progetto (curato da Lisa Ginzburg) dedicato a figure di spicco della nostra cultura contemporanea, che vengono chiamate a raccontarsi in pubblico. Una sorta di confessione in cui un posto di rilievo hanno i riferimenti a uno o più maestri e con l’individuazione di un «allievo», potenziale continuatore della propria sensibilità artistica e culturale. Registi, scrittori, pittori, musicisti, attori e fotografi sono chiamati a parlare della loro formazione e di chi ha avuto nel loro apprendistato un ruolo «illuminante». Disposti a parlare anche del panorama contemporaneo, in cui ovviamente si muovono con sguardo lucido e sagace tanto da poter suggerire al pubblico il nome di un «emergente» da tenere d’occhio. Si inizia oggi con Sandro Veronesi (l’ultimo vincitore del premio Strega con Caos calmo, in uscità venerdì anche sul grande schermo) che parlerà del ruolo che ha avuto nel suo apprendistato una figura carismatica come Carmelo Bene. Parlerà anche di Luca Buoncristiano, al suo debutto proprio quest’anno con il romanzo Mary e Joe (Fazi). I prossimi incontri (sempre di mercoledì pomeriggio) vedranno protagonisti Enzo Cucchi (che parlerà dei minori giotteschi), Mario Martone e Cristina Comencini. Ingresso libero.