Carmelo Bene, la sorella: "Inchiesta sulla morte"

La morte di Carmelo Bene si tinge di
giallo. Maria Luisa, sorella e collaboratrice del grande genio del
teatro italiano, scomparso nel marzo del 2002 a 65 anni, sostiene che
il fratello "non sia morto per cause naturali". Chiesta l’apertura
di un’inchiesta

Roma - La morte di Carmelo Bene si tinge di giallo. Maria Luisa, sorella e collaboratrice del grande genio del teatro italiano, scomparso nel marzo del 2002 a 65 anni, sostiene che il fratello "non sia morto per cause naturali" e chiede l’apertura di un’inchiesta.

Chiesta l'apertura dell'inchiesta "Io, Maria Luisa Bene - si legge in un documento a sua firma di cui l’Adnkronos ha anticipato alcuni stralci - avendo piena consapevolezza delle mie condizioni di salute, rendo noto di non intendere lasciare questa terra senza che il mondo sappia che mio fratello, Carmelo Bene, nominato chevalier des lettres e des arts dal governo Mitterrand, è morto per mano altrui. Intendo ringraziare gli avvocati Lecciso e Micelli per il gratuito patrocinio che mi è stato prestato in questi due anni". Maria Luisa Bene, che è molto malata, chiede che si faccia piena luce sulla scomparsa del fratello. "I tempi della giustizia - sostiene - sono, come è noto, assai lunghi laddove la vita stessa è a volte assai breve. Esprimo tuttavia la certezza che giustizia sarà fatta se non in questo, sicuramente nell’altro mondo".

Il legale supporta i sospetti "Sono a conoscenza dei sospetti da nutriti dalla signora Maria Luisa Bene sulla morte del fratello Carmello. Me ne ha parlato in questi anni. Ma non ho mai approfondito", ha dichiarato l’avvocato Marco Micelli, legale della sorella del grande genio del teatro italiano scomparso nel 2002. "Io mi occupo - ha spiegato il legale - di uno dei procedimenti civili della signora, quello che riguarda la Fondazione e quindi l’eredità di Carmelo Bene. C’è un giudizio ancora pendente al tribunale a Roma".