Carne agli alunni in Quaresima, scuola in rivolta

da Treviso

Rispetto massimo per la religione musulmana, ci mancherebbe, con tanto di scrupoli sulla realizzazione del presepe nelle scuole. Per non parlare della mensa scolastica, che prevede un’apposita casella da barrare per evitare di incappare in una fettina di prosciutto o in una costata di maiale. Poi succede, come è successo venerdì scorso, primo venerdì di Quaresima, che alla maggioranza cattolica degli alunni della scuola media di Ponzano Veneto (in provincia di Treviso) venga servito un succulento piatto di spezzatino di manzo con polenta, senza che nessuno abbia fatto un plissé.
Due pesi e due misure, insomma. Perché se ai musulmani viene usata l’accortezza di preparare un menù adeguato con i dettami alimentari del Corano, per i cattolici simili premure non sono neanche ipotizzate. D’accordo, la laicità dovrebbe essere il principio guida delle scuole di Stato, per quanto un crocifisso o un presepe, ormai simboli laici di una tradizione consolidata, non dovrebbero neanche essere presi in considerazione quali possibili oggetti del contendere. Ma se ognuno è libero, ci mancherebbe, di praticare e rispettare i precetti della propria religione, qualsiasi essa sia, forse non sarebbe male ricordare che in Quaresima i cattolici dovrebbero mangiare di magro, ovvero niente carne.
I genitori degli alunni della scuola media trevigiana non l’hanno presa bene. Non è questione di integralismo, dicono, ma questione di rispetto per il proprio credo religioso. «Mi hanno telefonato diversi genitori - ha confermato al Gazzettino Stefano Lecca, membro del comitato mensa della scuola - ma penso che molti altri sono sul punto di fare altrettanto. Tutti hanno fatto il medesimo ragionamento: facciamo di tutto per preparare menù speciali per i bambini di fede musulmana e poi ai nostri figli diamo da magiare la carne durante i venerdì di Quaresima. Facile immaginare che le famiglie siano infastidite».
Più che infastidite, le famiglie di Ponzano sono imbufalite. E qualcuno ha messo sul banco degli imputati la ditta che si occupa del servizio mensa, la Trevigi Ristorazione di Vidor (in provincia di Treviso). All’inizio dell’anno è proprio il gestore della mensa che si occupa della compilazione dei menù, dopo aver consultato le Unità sanitarie locali e il dietologo. «Il regolamento - osserva Lecca - prevede che possano essere predisposti menù speciali, in considerazioni di possibili allergie alimentari e, appunto, di prescrizione dei rispettivi credi religiosi».
Il punto è che le istituzioni italiane, in questo caso la scuola, quando prevedono queste alternative hanno in mente gli «altri», quelli cioè che hanno diverse culture, diverse religioni, diverse tradizioni. Ma diverse da che, se poi sparisce addirittura la possibilità di tutelare le legittime usanze della maggioranza?
Forse ai cattolici converrebbe chiedere di essere declassati alla categoria «altri», visto che il menù della scuola media di Ponzano Veneto prevede carne anche per i prossimi venerdì di Quaresima. Per la precisione, venerdì 16 marzo la Trevigi Ristorazione, sulla cui qualità dei pasti nessuno ha mai avuto da ridire, ha messo tra i secondi la fesa di tacchino, mentre venerdì 23 ci sarà coscia di pollo. «Solo per fine mese - concede Lecca - si è pensato di mettere pesce, ma credo che dipenda dalle esigenze di variare, piuttosto che da motivi religiosi».
Dalla scuola, al momento, non giungono reazioni particolari, anche perché non c’è ancora stato il tempo, per i genitori, di inoltrare protesta formale. Per ora si è trattato di un tam tam, di qualche telefonata inviperita ai rappresentanti del comitato mensa. Considerata la levata di scudi, però, è facile supporre che nei prossimi giorni ci sarà una riunione tra autorità scolastiche e rappresentanti dei genitori per stabilire almeno una parità di trattamento tra cattolici e musulmani.