Carnevale, Milano contro Venezia «Faremo sfilare il Futurismo»

Carri, giochi e spettacoli si ispireranno al movimento culturale nato in città. Il Comune: «Aspettiamo idee e progetti»

Programma ed eventi sono assolutamente top secret, ma non il tema principale. Strano parlarne nei giorni di Natale, ma si sa che ormai grandi eventi richiedono mesi di preliminari. E così il prossimo Carnevale ambrosiano sarà ispirato al Futurismo, il più prestigioso movimento artistico del Novecento italiano, nato proprio a Milano nel 1909 e fondato da Filippo Tommaso Marinetti in una casa di corso Venezia su cui oggi campeggia una targa. Su cui ben pochi milanesi, passandoci sotto veloci, posano lo sguardo. «Per quest’anno - spiega l’assessore leghista Massimiliano Orsatti -, abbiamo deciso di trasformare il Carnevale, che non a caso dicendosi ambrosiano si deve distinguere da tutti gli altri, in una grande iniziativa per per celebrare un importante momento dell’identità milanese. Ho proposto al sindaco Letizia Moratti, che ha tenuto per sé la delega ai Grandi eventi ma che mi ha incaricato di occuparmi del Carnevale, di ispirarci al Futurismo. Un momento cruciale della nostra storia culturale e artistica». Via libera dunque, c’è da aspettarsi, alle parolibere, agli intonarumori alla Luigi Russolo, alla moda futurista di Fortunato Depero, alla cucina di Marinetti, alla rissa in Galleria di Umberto Boccioni, all’aeropittura di Fillia, alle rime sgangherate di Aldo Palazzeschi e magari, perché no, anche alla trasgressione sessuale dell’indimenticabile Mafarka futurista, guerriero africano dalla straordinaria virilità. Si va per ipotesi, perché per il momento di indiscrezioni nemmeno a parlarne. «Anticipazioni? Nemmeno sotto tortura - si nega Orsatti -. Dico solo che parlando con grandi organizzatori di eventi e cultura come Andrée Ruth Shammah abbiamo deciso di individuare un approccio storico che si potesse coniugare bene con il divertimento e la festa. Credo che il Futurismo sia l’ideale per un omaggio identitario a Milano, senza togliere nulla all’aspetto ludico dell’occasione». Già avvisate tutte le associazioni che vorranno partecipare. «E questa è la vera novità - aggiunge -. Per la prima volta il Comune avrà poco più che il compito di annunciare il tema e di presentare un minimo progetto base. Per poi cercar di coinvolgere più soggetti possibile. Vogliamo dar corpo a quella collaborazione tra pubblico e privato di cui tanto si parla. Associazioni di intrattenimento e culturali, oratori e chiunque abbia voglia di partecipare, presenti al più presto un progetto». Già pronto, ce ne fosse bisogno, lo spot contro il Carnevale rivale. «Noi ripudiamo l’antica Venezia estenuata e sfatta da voluttà secolari - stava scritto negli 800mila volantini lanciati da Marinetti, Carrà e Russolo dall’alto della Torre dell’Orologio sulla folla di piazza San Marco -. Ripudiamo la Venezia dei forestieri, mercato di antiquari falsificatori, calamita dello snobismo e dell’imbecillità universali. Affrettiamoci a colmare i piccoli canali puzzolenti con le macerie dei vecchi palazzi crollanti e lebbrosi. Bruciamo le gondole, poltrone a dondolo per cretini e innalziamo fino al cielo l’imponente geometria dei ponti metallici, per abolire le curve cascanti delle vecchie architetture».