Carnevale Real: Capello lascia, ma non è vero

Se ne va, resta, vuole essere coperto d’oro, ha litigato con Mijatovic, lavora già per il Milan. Tutte parole. Che nell’etere imbizzarrito volano a briglia sciolta finché non se ne incontrano di ufficiali: «Fabio Capello non ha presentato le sue dimissioni da tecnico del Real Madrid». Ci voleva la lapalissiana smentita del portavoce del club madrileno per porre fine al rincorrersi di rumours scatenato nel pomeriggio di ieri dalle radio spagnole. Era stata Cadena Cope a lanciare il sasso nello stagno già di per sé tempestoso della casa blanca. Secondo l’emittente, l’allenatore friulano aveva rassegnato le dimissioni e tutta la dirigenza si stava strappando i capelli nell’estremo e titanico tentativo di fargli cambiare idea. Apriti cielo. Solo in Italia, però. Già, perché mentre qui si cercavano «fonti vicine a Capello» che ammiccassero smentite confidenziali, in quel della Spagna i siti di As, Marca e Mundo Deportivo - di solito pronti a cavalcare ogni polemica pallonara - se ne stavano muti, riportando la voce con enfasi pari ai risultati di pelota basca.
Tutto chiuso a enchiladas e sangria? Per ora sì, anche se l’episodio tradisce qualche battaglia intestina. In effetti Capello avrebbe avuto un furioso litigio con il dg Predrag Mijatovic al termine della partita pareggiata sabato contro il Betis. In collera, il tecnico si sarebbe detto pronto a defilarsi, dietro modico compenso che tanto modico non sarebbe stato. Fatti due conti, al Real l’affare non è parso redditizio: coprire di milioni Capello e affrontare una sfida cruciale come quella di Champions con in panchina un giovane come Michel, l’ex giocatore oggi allenatore del Castilla, la seconda squadra merengue. Azzardo notevole, anche perché l’ex gemello di Butragueño promette bene e non dev’essere bruciato. Meglio continuare con Capello, dunque. Ma lasciando filtrare una vocina che lascia presagire un futuro divorzio in caso di sconfitta con il Bayern.
Bailamme inatteso, ma non per questo meno gustoso. Soprattutto alla luce delle dichiarazioni mattutine del presidente juventino Cobolli Gigli che, con un sorriso tra il sarcastico e il piemontese, aveva chiosato una cerchiobottista sentenza: «Per la crisi di Capello non sono né dispiaciuto né contento. Non esistono superallenatori e non esistono superman». L’Oscar di giornata per la reazione più condivisibile lo vince però Massimo Moratti, che al diffondersi della notizia risponde con una summa del pensiero comune: «Dimissioni? Strano, sarebbe la prima volta per lui».
E infatti...