Carnevale, viaggio nel futurismo di Alberto Bragaglia

Marta Bravi Il Carnevale? Quest'anno è futurista. Non saranno solo i bambini a festeggiarlo, m a nche gli adulti. Almeno questo è il pubblico privilegato di Villa San Carlo Borromeo di Senago, che ha organizzato un Carnevale all'insegna dell'arte e della cultura. Sabato prossimo, infatti, a partire dalle 20, Cecca Meneghino e le dame di corte aspetteranno gli ospiti nello scenario trecentesco della villa per accompagnarli nella visita guidata al Futurismo europeo di Alberto Bragaglia (per info 0532/203085, www.villaborromeo.com). Forse non tutti sanno che proprio a Villa Borromeo ha sede il museo Alberto Bragaglia, che raccoglie 500 opere, fondato nel 1997 da Armando Verdiglione. Alberto Bragaglia, meglio conosciuto come il Pictor philosophus è considerato il teorico più acuto del Futurismo. Laureato in filosofia e in Giurisprudenza, frequentava gli atelier di via Margutta e di villa Strhl Fern, ma è grazie alla collaborazione artistica con i suoi fratelli che respirò appieno lo spirito futurista. Anton Giulio e di Carlo Ludovico, infatti, fondarono nel 1918 la Casa d'arte Bragaglia, galleria indipendente, in via Condotti 21. Lì organizzavano esposizioni d'arte di amici, soprattutto dell'ambiente futurista, dibattiti e conferenze, oltre a pubblicare libri e riviste. La prima mostra fu dedicata a Giacomo Balla; poi, fra le altre 250, nelle cinque gallerie della Casa, esposero Cangiullo, Depero, De Chirico, Cascella, Sironi, Viani, Evola, De Pisis, Boccioni, Rosai, Campigli, Sant'Elia. Il fracasso futurista, però, esasperò gli abitanti di via Condotti che credevano i fratelli Bragaglia anarchici, tanto che i due vennero sfrattati e dovettero trovarsi un'altra sede. Fu allora che Anton Giulio decise, cercando altri locali, di fondare anche il Teatro degli Indipendenti, ospitato nelle cantine di Palazzo Tittoni, in via degli Avignonesi. Durante i lavori di sterramento, Anton Giulio scoprì le antiche terme di Settimio Severo, e l'architetto futurista Virgilio Marchi sistemò i locali in modo da creare le gallerie, il teatro, il laboratorio fotografico e un ristorante-cabaret, dove artisti e pubblico, dopo gli spettacoli, si ritrovavano a mangiare, a scrivere e a litigare fino a mattina inoltrata. Dal 1920Alberto inizia a collaborare con i fratelli e a esporre. Autore della Panplastica e della Policromia spaziale astratta ha contribuito in modo essenziale al Futurismo europeo. «Negli scritti e nelle opere di Alberto Bragaglia - scriveva Verdiglione nel 1997 - c'è non solo il respiro europeo, ma l'Europa intera. In questo senso, è futurismo europeo. Senza nulla di paesano, di localistico». Dopo la mostra le maschere accompagneranno gli ospiti a cena (per rpenotazioni 02994741).