Caro Aristotele sei il mio respiro la mia tenerezza

Parigi,
30 gennaio 1968

Aristo, amore mio
questo è un piccolo regalo di compleanno, lo so, devi però sapere che dopo otto anni e mezzo vissuti insieme, ti dico dal profondo del mio cuore che sono orgogliosa di te, ti amo anima e corpo e mi auguro che tu provi lo stesso per me. Sento il privilegio di essere arrivata al vertice di una dura carriera, di aver ricevuto da Dio la grazia di incontrare te che sei passato anche tu, come me dall’inferno e hai raggiunto l’apice. Spero che rimaniamo uniti come lo siamo ora.
Cerca, cerca, ti prego di mantenere salda per sempre la nostra unione perché ho bisogno del tuo amore e del tuo rispetto per sempre. Sono troppo orgogliosa per riconoscerlo, ma sappi che sei il mio respiro, la mia mente, l’orgoglio e la tenerezza. Se tu potessi immaginare ciò che provo per te ti sentiresti l’uomo più forte e più ricco del mondo intero.
Questa non è una lettera di una bambina, qui c’è una donna ferita, stanca e famosa che ti offre i sentimenti più freschi e più giovani che qualcuno abbia mai provato. Non lo dimenticare mai e stammi sempre vicino così tenero come in questi giorni in cui mi fai sentire la regina del mondo.
Amore mio. Ho bisogno del tuo affetto e della tua tenerezza. Sono tua.
Fa di me ciò che vuoi.
La tua anima Maria.