Caro-benzina, 1,26 euro per un litro

da Roma

È sempre più caldo il fronte-benzina in Italia. E non solo per i prezzi, schizzati ieri al nuovo massimo storico di 1,260 euro per un litro di verde, ma anche per il dibattito che si è riaperto su un eventuale intervento calmieratore da parte del governo. Dai consumatori ai sindacati, passando per il responsabile economico dei Ds, Pierluigi Bersani, si alza un vero e proprio coro di richiesta di intervento sul fronte fiscale per l'introduzione di un'accisa mobile: un meccanismo cioè che garantendo fermo il gettito per lo Stato usi l'accisa come ammortizzatore dei picchi. Il governo, tuttavia, anche se uno spiraglio, almeno «teorico» arriva dal direttore fonti del ministero delle Attività produttive, Sergio Garribba. «In linea di principio si può fare. L'ipotesi andrebbe prima verificata a livello Ue». Un intervento che però il viceministro all'Economia Giuseppe Vegas tende ad «escludere», mentre il ministro dell'ambiente Altero Matteoli giudica «un po’ difficile» anche se - annuncia - «aspettiamo di conoscere le valutazioni dei ministri competenti». A far da sponda torna anche il presidente dei petrolieri Pasquale De Vita che ribadisce - conti alla mano - che il governo non dispone di grandi margini di manovra: il gettito di quest'anno dovrebbe infatti registrare un calo di 100-200 milioni di euro per il calo dei consumi e lo spostamento progressivo della domanda dalla benzina al gasolio (su quest'ultimo incide un meccanismo di fiscalità diverso). Bersani però insiste: «È una scorrettezza da parte del governo non intervenire». E ricorda come la fiscalità sui carburanti sia «una tassa ombra che il cittadino non percepisce». Compatto il fronte di consumatori nel sostenere l'ipotesi del'accisa mobile.

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