CARO CLAUDIO, FAI IL PIEMONTESE

(...) ha respinto con perdite la sua proposta. E ieri lei, con la sua idea di spostare i corridoi europei, ha avuto l’onore di finire persino nell’editoriale del vicedirettore del Corriere della sera Pierluigi Battista dal titolo illuminante: «La Tav nel tunnel del ridicolo». A occhio e croce, in quel pezzo sarebbe stato meglio non esserci.
Mi creda, presidente Burlando, qui non è una questione di destra o di sinistra. Pensiamo che il Valico sia talmente vitale per Genova, che voteremmo il diavolo in persona pur di vederlo realizzato. Figuriamoci lei, che di diabolico, a tratti, ha solo l’eloquio. Non a caso, proprio da queste colonne, nei giorni scorsi, pur non condividendone al cento per cento il progetto, abbiamo plaudito volentierissimo alla sua compagna di partito Marta Vincenzi, che almeno teneva vivo il problema. Eppure, le consiglio - oltre a Battista - di leggersi anche l’intervista di Repubblica al presidente lombardo Roberto Formigoni. Che, all’intervistatore, che gli chiede: «L’Ulivo in Lombardia chiede di allargare anche a Piemonte e Liguria il confronto sulle infrastrutture. Accetta?», risponde secco: «Certo. È già una realtà con la presidente del Piemonte Mercedes Bresso». Capisce, presidente? La Bresso sì, lei no. Interessante, vero? Eppure è diessina anche Mercedes.
Caro Burlando, lei dice che i soldi non ci sono. Ma ha letto i dati che ci ha fornito il senatore Grillo, che del Valico è il cuore e l’anima, e che dimostrano per tabulas come le principali tratte dell’Alta Velocità sono state finanziate con la stessa tecnica studiata per la Genova-Milano? Li legga, se vuole glieli spiego. Poi, risponderà, se vuole, a tutte le altre domande. La ringrazio anticipatamente, con la stima di sempre,