«Caro collega» Lo scandalo nato da una lettera

«Caro collega, ad ogni sessione di esami giungono voci, proteste e accuse su esami venduti e favoritismi»: questo l’attacco della lettera scritta nel gennaio del 2005 ai suoi colleghi dal preside della facoltà di Economia, Carlo Cecchi. Fu lui, morto nel settembre di quell’anno, a lanciare per primo l’allarme sul malaffare tra i corridoi dell’Università. «Circolano voci sempre più insistenti riguardanti una presunta compravendita di esami», è scritto nel documento che sollevò i primi dubbi. «Potrebbero essere soltanto voci infondate ma vi invito comunque a vigilare». A distanza di tre anni i timori del preside hanno trovato conferma. Quella lettera doveva rimanere segreta, ma le indiscrezioni trapelarono e resero possibile fare breccia tra gli studenti: da quel giorno una valanga di esposti è finita in procura, in tanti hanno deciso di parlare con il magistrato inquirente.