Caro Diliberto, ti racconto io come si vive davvero a Cuba

Domenica 22 maggio ho letto l’intervista fatta a Diliberto dal vostro giornalista Roberto Scafuri in merito a Cuba.
Sono rimasto veramente sconcertato dalle falsità, che peraltro sono il dna dei comunisti, di come si vive a Cuba. Secondo Diliberto i cubani possono criticare il regime, la popolazione ha tutti i diritti civili e vive nel benessere, non ci sono i ricchi e i privilegiati.
Ora io vorrei chiedere: Diliberto, sei mai stato a Cuba? Io sì per molto e ti spiego come stanno le cose. Allora ci sono le classi privilegiate e sono quelle delle classi politiche. La popolazione non può parlare male del regime, guai se osano, vivono nella miseria più nera, la prostituzione è dilagante (io mi trovavo a girare i mercati con mia moglie e benché a braccetto con lei alcune prostitute mi tiravano la giacca, così ad altri miei amici). Si prostituiscono per il sapone, sì Diliberto, manca anche il sapone, il regime ne passa un pezzo al mese.
Nei supermercati dove vanno solo i turisti, i cubani non possono accedervi, loro hanno il loro supermercato dove manca di tutto e quel poco che c’è da noi sarebbe finito nella spazzatura. Una cosa veramente lodevole è la bontà e la rassegnazione del popolo. Alcuni di loro, dopo esserne diventati amici, ti aprono il loro cuore e si dicono rassegnati. Hanno solo la speranza di un cambiamento a breve.