«Caro Gadolla, da un vero dandy cittadino non mi aspettavo l’attacco alle cravatte di Sirianni»

Sono lusingata davvero per la lettera inviatami da Gianfranco Gadolla uno dei veri «dandy» della città. Dandy, come dice lei, caro Gadolla vuol dire proprio «elegantone» e Lei, se mi permette, lo è in tutti i sensi. Credo non sia un’offesa, anzi. Amico Dandy, sono perfettamente d’accordo con Lei (che stimo molto, avendola seguito da almeno trent’anni nella sua bella carriera di imprenditore, di politico e di... elegantone) che piace non solo alle «albarine». Debbo confessarLe che la sua (amata?) Novella Eva è della più squallida periferia genovese eppure la apprezza e la considera (se mi consente) anche un uomo molto interessante.
L’ho spesso vista, ad esempio, al golf di Rapallo con splendide camicie spalancate sul villoso (si fa per dire) petto, così come i nostri sondaggisti hanno colto il bagliore delle sue cravatte di Finollo, sgargiantissime, ancorché sobrie (e qui mi permetta un inciso: le cravatte di Vittorio Sirianni hanno fatto epoca, firmate da un certo Montezemolo. Non doveva... massacrarle così, via...!!!). Infine le scarpe slacciate: creda non sono da pizzaiolo, ma persino Agnelli le portava e oggi sono tornate di gran moda (a proposito: moda non vuol dire tradizione. La moda va con i tempi e non contrasta affatto con l’eleganza, anzi...). Chiudo, confermando la mia simpatia per questo personaggio colorato della città, ricordando anche il suo spiccato «sense of humor» (spero si scriva così) che lo portò, tanti anni fa, ad essere un eccellente cabarettista. Poi, purtroppo, ha preferito la politica. Un abbraccio davvero affettuoso. E stia tranquillo: la prossima volta la inserirò al dodicesimo posto.