«Caro Gian, ci mancherai»

(...) A Rapallo abbiamo vissuto momenti felicissimi. Tutti lo conoscevano e quasi erano orgogliosi di ritrovare un loro... figlio. Mi diceva: «Vedi ho formato la mia nuova compagnia dei vecchietti...». Battute su battute. Gian non aveva mai perso il gusto dello sfottò, ma leggero, dolce, garbato. I nostri punti di incontro erano a tavola. O dal «Miramare» dell’amico Gino Camisa. Le sue «milanesi», le sue «trenette al pesto» facevano impazzire Gian. Gino lo ricorda come uno dei più cari amici: «Quando arrivava lui - ricorda - anche i tavoli sorridevano».
E ancora quante «pizze» abbiamo assaporato da Gianni (uno dei fratelli Errico), al mitico «Nettuno». Normalmente ne mangiava due, una rossa, l’altra bianca. E con lui, la inseparabile Carla, moglie adorata, da quarant’anni accanto a lui. L’unica vera donna che lo ha amato, capito e sicuramente «gestito» con amore e dedizione («Gestire un tipo da spettacolo come Gian non era facile...») fino alla fine. L’unica che ha sopportato in silenzio (ma con quanta amarezza) certe meschinità giornalistiche (si sa, ormai, il gossip del dolore è di casa da noi) che l’hanno anche umiliata, senza ragione. L’unica che è rimasta per una vita accanto a lui, da vera moglie. Era una coppia bella e felice: lei aveva calcato le scene di grandi riviste, ballerina di lusso, bellissima ragazza. Si era innamorata di Gian e aveva giurato che non lo avrebbe lasciato per tutta la vita. Così è stato. E ai funerali, ieri pomeriggio, si sentiva sussurrare dai veri amici: «Nel dramma, meglio che Gian non abbia più riaperto gli occhi, non avrebbe gradito certe polemiche... Lui era un uomo dolce, buono e disponibile...».
Insieme, Gian e Carla, avevano percorso una lunga strada, lei rinunciando alla sua carriera. Lui lanciatissimo verso il successo. Lui in proscenio, lei dietro le quinte. Come amava stare, in silenzio, con discrezione, vivendo intensamente i successi del suo Gian. Ed anche in questo tristissimo momento è stata la sua intelligenza, il suo amore verso Gian, la sua riservatezza a vincere su tutto e su tutti, soprattutto sulle infinite malignità mormorate. Orgogliosa di essere stata la moglie di un grande personaggio e di avere condiviso con lui gioie e dolori. Al suo fianco, ieri pomeriggio, c’era Lino Banfi un altro grande personaggio, anche lui colpito da un dramma familiare, ma come Carla, fiero e umanissimo nel tenere per sé il grande dolore.
Lino e Gian erano veri amici nel ricordo di quell’«Arcobaleno» dove i due divertivano i pubblici di tutta Italia. E ieri è stato lui, Lino, il primo a dare l’ultimo saluto al vecchio amico. Sostenendo Carla: «Hai avuto una splendido marito ed un uomo esemplare».