Caro Guidi, le spiego perché siamo forti anche senza la Fiat

Caro direttore,
leggo nell’intervista a Guidalberto Guidi, da voi ieri pubblicata, considerazioni e affermazioni sul ruolo e sul futuro di Federmeccanica (che ho l’onore di presiedere da circa 3 anni), che mi costringono a intervenire chiedendo la gentile ospitalità del suo giornale.
Non entro nel merito degli argomenti del dottor Guidi perché si tratta di questioni opinabili e di visioni di politica sindacale che affrontiamo quotidianamente all’interno e all’esterno della nostra organizzazione.
Mi preme invece negare alla radice una affermazione apodittica del dottor Guidi che è la seguente: «Federmeccanica, nata con l’unico scopo di siglare il contratto dei metalmeccanici con la collaborazione dell’Unione degli Industriali di Torino e di Fiat senza il Lingotto a che cosa serve? Tanto vale chiuderla».
Federmeccanica è l’espressione di circa 12.000 aziende associate, di cui circa il 90% con meno di 100 addetti, che danno occupazione a quasi un milione di lavoratori; Fiat è un grande gruppo industriale (o due dopo lo splitting) con circa 75.000 dipendenti. Quindi non vedo come l’uscita di Fiat, dal punto di vista quantitativo e della rappresentanza, possa mettere in discussione l’esistenza dell’organizzazione. Anche l’azienda del dottor Guidi fa parte di Federmeccanica e, se non condivide le scelte dell’organizzazione, partecipi alla vita associativa per sostenere le sue ragioni e confrontarsi con gli altri colleghi imprenditori.
Non so di quale Federmeccanica abbia memoria il dottor Guidi, ma quel che è assolutamente certo è che Federmeccanica è espressione di tutto il mondo metalmeccanico e ha sempre stipulato i contratti con la collaborazione dell’Unione Industriali di Torino e di Fiat ma, cosa che sembra sfuggire all’intervistato, al pari di tutte le altre organizzazioni territoriali e aziende associate. Il dottor Guidi può agevolmente accertarsi del fatto che gli ultimi contratti sono stati approvati all’unanimità dal nostro sistema e se mugugni, non voti contrari, ci sono stati questi provenivano proprio dai rappresentanti della Fiat. Si ha forse nostalgia di una Federmeccanica Fiat-dipendente?
Le scelte di Federmeccanica sono democraticamente assunte e condivise come sintesi di posizioni articolate che necessariamente provengono da un mondo composito come quello metalmeccanico in cui l’apoteosi della delocalizzazione che il dottor Guidi fa a ogni piè sospinto è contraddetta dal comportamento di migliaia e migliaia di aziende metalmeccaniche (tra le quali la mia) che, nonostante i mille ostacoli contro i quali ci battiamo, restano a produrre in Italia e a dar lavoro agli italiani.
*Presidente di Federmeccanica