«Caro libri» addio, arriva il testo in comodato d’uso

Volumi per un valore fino a 275 euro «prestati» ai ragazzi delle scuole medie

Valeria Arnaldi

Caro-scuola e caro-libri sono realtà con le quali, ogni anno, i genitori romani devono fare i conti. Sui prodotti scolastici si può cercare di risparmiare, grazie alle offerte promozionali, kit “istituzionali” - i cui prodotti, secondo il Codacons, potrebbero però essere acquistati singolarmente ad un costo inferiore negli ipermercati - e, soprattutto, riutilizzando zaini ed astucci degli anni precedenti, fenomeno che secondo l'Associazione di Cartolai è in crescita, specialmente fra gli studenti liceali. Molto più difficile è risparmiare sui testi scolastici. Le associazioni di consumatori, ogni autunno, denunciano consistenti aumenti nei prezzi dei volumi: quest'anno circa del 2,4 % per le scuole medie e del 6,4% per le superiori. Non sempre si può ricorrere ai mercatini dell'usato: al di là del “rischio” di trovare libri rovinati o senza alcune pagine, c'è il problema del sempre più frequente cambio dei programmi scolastici, che riduce la “durata” di un libro. La soluzione, al solito, è affidata all'iniziativa dei singoli. A Torrevecchia parte l'esperimento del Pic, Promozione Iniziative per la Città, che offre libri scolastici in comodato d'uso agli alunni. Ogni studente della scuola media “Pio La Torre” riceve i libri che gli occorreranno per l'intero anno scolastico, il cui valore va dai 276 euro per la prima media ai 95 della terza. Cifre superiori alle borse di studio offerte dal Comune alle famiglie meno abbienti, intorno a 140 euro per la prima media fino ai 64 per la terza. Chi riceve i libri del Pic, può, comunque, fare domanda per avere la borsa di studio. Il progetto dell'associazione si basa sulla constatazione che un singolo, comprando i testi al minuto, li paga a prezzo pieno, mentre una scuola, acquistandone molti, riesce ad ottenere sconti fino al 15/20%. L’iniziativa è rivolta a tutte le famiglie, senza distinzione di reddito, garantendo la tutela della privacy e difendendo i piccoli allievi da eventuali forme di discriminazione tra i banchi di scuola, che nascono sì tra chi ha il capo griffato e chi no, ma anche tra chi ha il libro intonso e chi lo ha acquistato usato. Attenzione, però, i libri non servono solo per studiare, ma sono essi stessi un compito. Infatti, l'unica “regola” per accedere al prestito è restituirli in buono stato. I libri, salvo quelli validi per l'intero ciclo di studi delle medie, passeranno a nuovi studenti l’anno successivo; se saranno danneggiati, però, scatterà la “penale”: le famiglie, che alla consegna dei volumi firmano un regolare contratto, dovranno acquistarli. I soli libri da comprare quindi dovrebbero essere quelli degli esercizi, sui quali i ragazzi devono poter scrivere, ma che costano circa 3/5 euro. All'impegno degli studenti, si aggiunge quello dei professori a non adottare nuovi testi, se non è strettamente necessario. L'esperimento del Pic è rivolto ai 350 ragazzi della scuola media di Torrevecchia e, da quest'anno, anche ad una sola classe della scuola “Paola Sarro” al Laurentino 38. L'idea dell'associazione è di diffondere il progetto, anche solo con “campioni” di una classe, in numerosi quartieri, partendo da quelli in cui è più alta la percentuale di alunni con difficoltà economiche. E così arriva l'ultima lezione: ad insegnare l'arte del risparmio ad istituzioni e scuole romane saranno, infatti, genitori e ragazzi.