Caro Malesani, ti applaudiremo solo quando te ne andrai

(...) rischino nulla. Anzi, a dirla tutta, penso che il calendario che - dopo la pausa - spedisce a Genova il Lecce, sia quanto di meglio a disposizione ci sia sulla piazza.
Ma, detto questo, penso anche che un Genoa più brutto di quello visto domenica, non si sia mai visto. E che i fischi del Tardini a Malesani, giustificati da lui con un minimalista «dove ho vinto mi fischiano», siano in realtà figli di una squadra che, con i soldi di Tanzi, avrebbe potuto vincere molto di più. E che, soprattutto per colpa dell’allenatore veronese, non ha portato a casa tutto quanto era nelle sue possibilità.
Insomma, una persona perbene, un compagnone da serate, un quarto per lo scopone, non necessariamente è un ottimo allenatore. E, soprattutto, a rovinarlo è chi lo ritiene «un allenatore da Genoa». Perché fa i balletti davanti alla panchina, perché esulta dopo aver vinto all’ultimo minuto di recupero contro la Nocerina come se avesse portato a casa la Champions, perché una volta - ad Atene - ha detto ventuno volte «casso» in una conferenza stampa.
Ma, vogliamo dirlo una volta per tutte? Ragionare sugli allenatori e sui calciatori «da Genoa» è stato spesso e volentieri la rovina dei rossoblù.
Ribadisco: mi auguro che si spezzino le reni del derelitto Lecce alla ripresa del campionato e che Malesani vinca lo scudetto e, male che gli vada, si qualifichi per la Champions. Ma temo che ciò non succeda e spero che non si perda tempo, come si fece con Gasp, che doveva essere immediatamente cacciato quando Preziosi si rese conto della sconcertante partita con il Chievo. Si persero mesi importanti e, se Ballardini non fosse arrivato per tempo, saremmo forse qui a raccontare un’altra storia. Molto meno positiva.
A proposito di Ballardini, una domanda a Preziosi: ma perché è stato mandato via un tecnico che aveva salvato la squadra, che era amato da pubblico e giocatori, che aveva fatto ottimi risultati nonostante un monte ingaggi di milioni di euro inferiore a quello della prima parte della stagione, che aveva vinto due derby in pochi mesi, che non aveva nemmeno un giocatore chiesto da lui e che era una persona perbene? Forse il presidente non lo considerava abbastanza un «allenatore da Genoa»?