Caro Marcello, ma se sei già alla frutta...

«Di Fusco, Bruno, Venturin». Comincio così, Marcello (carissimo un cavolo, per non dire altro...) per ricordarti quel 5 aprile del 1992, quando il mio Toro si presentò col portiere di scorta. Fu due a zero, doppietta di Casagrande. È un precedente che mi piace ricordare perché mi sa che la tua memoria fa schifo. Con la Lazio ne abbiamo presi 3, di schiaffoni, e dunque o hai sbagliato pusher o non sai leggere. Forse è il caso di restituire gli occhiali che hai rubato a Mughini. Ops, battuta di serie B, categoria alla quale potresti riabituarti presto, se continua di questo passo. Per scendere al tuo livello mi tocca ladrare a Prisco una delle sue migliori battute, ricordando alla tua memoria in bianco e nero che in fondo gli ultimi ad andare in B «pagando» siete stati voi, e prima o poi ci andrete gratis... Magari con un nostro piccolo aiutino. Non so se fino alla fine del pezzo resisterò alla tentazione di sorvolare sulla tua tendenza a citare a sproposito certi prodotti farmaceutici, i cui pregi sono ben noti ai vostri campioni. Fossi in te (ma non ci penso proprio) non avrei nemmeno toccato il tasto Champions, perché mi fa venire in mente che l’unica partita col Real che avreste dovuto vincere l’avete persa dieci anni fa (la figurina di Mijatovic è appiccicata sull’armadio della mia casa al mare, di fianco a quelle di Zaccarelli, Dossena, Ferrante e Lentini). Altro che castagne, siete alla frutta, tanto da tirare fuori dal cilindro tale Ariaudo per fare numero. Per vincere stasera non ci sarà bisogno di miracoli. So che la tua fede vacilla dopo che la tua Trinità ha rischiato il gabbio, il mio credo granata è di granito, anche senza ceri alla Madonna di Superga o pellegrinaggi (a proposito, quand’è che ne fate uno? Per evitare il rischio che vada deserto ti suggerisco l’Etna o magari il Gargano, dalle parti tue). Ai giocatori del Toro basterà ritrovare il tremendismo, quello dei 200 secondi che valsero il 3 a 2 nell’83. Ai vostri, con spalti vuoti e farmacie sigillate, non basterà nemmeno rubare. (Lo sapevo, non ce l’ho fatta...)