«Caro Marrazzo ecco perché siamo ai limiti dell’emergenza»

Caro Presidente Marrazzo, le tragiche vicende del blocco della raccolta e dell’impossibilità di smaltimento dei rifiuti in Campania richiederebbero da parte di tutti un atteggiamento serio, coerente e rigoroso, per comprenderne la cause ed anche per fare il punto sulla situazione nella nostra Regione. Innanzitutto non dovremmo parlare di emergenza, poiché questo termine esprime un’idea di imprevedibilità, mentre la situazione che si è oggi determinata era del tutto prevedibile in quanto prodotta da una serie di mancate scelte e di rinvio di decisioni, tutte in capo e nella responsabilità delle amministrazioni locali della Regione e del Comune di Napoli, da oltre 15 anni governate dalle giunte di sinistra. Ora, poiché ho appreso di una tua disponibilità ad aiutare la Regione Campania e, quindi, ad accogliere, in via transitoria, una quota dei rifiuti, prima che tu possa prendere decisioni, ti invito a riflettere su scelte e valutazioni che il gruppo dell’Udc ha sostenuto nei dibattiti svolti in consiglio regionale e dei quali, ritengo, debba tenerne conto. Il Lazio per quanto concerne il trattamento dei rifiuti presenta un ritardo che seppur non imputabile del tutto alla giunta attuale è anche il risultato di un rallentamento in questi due anni e mezzo e che è tuttora in atto, dei programmi per la realizzazione degli impianti e delle linee. Infatti, come certamente ricorderai, nonostante l’ultimo dibattito sul piano rifiuti si sia concluso con la scelta di dotare la Regione di quattro impianti, una parte della tua maggioranza, della quale fanno parte anche gli assessori all’Ambiente e al Bilancio, è rimasta contraria e anche oggi dichiara la sua indisponibilità a realizzare il quarto impianto «né ad Albano né altrove», sostenendo la risolvibilità del problema attraverso la raccolta differenziata, certamente necessaria, ma che, peraltro, nel Lazio è a livelli tra i più bassi in Italia e per la quale non si vedono decisioni atte a un avvio importante e risolutore. Questa situazione ha condotto, tra l’altro, a una decisione di emergenza e cioè alla proroga di un anno della discarica di Malagrotta che avrebbe dovuto terminare la sua attività il 31 dicembre se, invece di prendere tempo sul piano rifiuti, si fossero rapidamente autorizzate quelle scelte sulle quali vi sono proposte di enti locali e di imprese pubbliche e private disponibili a realizzare gli impianti necessari. Vorrei essere chiaro: la situazione delle discariche del Lazio, il loro regime di proroga e la mancata scelta della localizzazione del nuovo impianto non consentono di far giungere nella nostra Regione i rifiuti della Campania. In sostanza non siamo disponibili a che si aprano i nostri siti, anche in una fase transitoria e per doverosa solidarietà con le popolazioni della regione vicina, poste in questa situazione dalla incapacità di governo, se non si esce dall’ambiguità e cioè se non si compiono dei precisi atti di governo, come la scelta del quarto impianto e l’accelerazione delle procedure di attivazione del ciclo dei rifiuti, che si trovano, invece, in una condizione di impasse rischiosa che, se prolungata, ci potrebbe presto far trovare nella situazione di chiedere aiuto ai governatori della altre regioni, per individuare siti dove poter smaltire i rifiuti.
capogruppo Udc Regione Lazio