Caro ministro, dalla torre getti i rifiuti

Posto da Pippo Franco davanti alla difficile scelta su chi buttare giù dalla torre tra Monica Bellucci e Rosy Bindi, il ministro Alfonso Pecoraro Scanio ha scelto e risolto il difficile e scherzoso dilemma: si è tenuto Malena e ha scaricato la collega di governo. Non l’avesse mai fatto: l’Unità, giornale che sa ridere solo degli altri, gli ha scritto una letterina dicendogli che al Bagaglino non si va. Perché? Non si va e basta.
Eppure, se al giornale fondato da Antonio Gramsci avessero voluto veramente polemizzare con il ministro dell’Ambiente avrebbero avuto solo l’imbarazzo della scelta e avrebbero potuto rivolgere al ministro delle scomodissime domande, altro che i giochi del buon Pippo Franco. Per esempio: «Caro ministro, che cosa ha prodotto la famosa Commissione Iucci da lei voluta per fronteggiare e risolvere l’emergenza rifiuti?». Oppure: «Gentile ministro, è vero che per risolvere il particolare caso Campania ha proposto un’ennesima commissione, come se non bastasse la Commissione Iucci e oltre dieci anni di commissariamenti straordinari (in circa dieci anni di governo del centrosinistra)?». Ma siccome l’Unità preferisce bacchettare il ministro sul Bagaglino allora, le domande le facciamo noi e diamo anche qualche altra notizia.
La Commissione Iucci avrebbe dovuto fare il punto della situazione e indicare concrete soluzioni, ma non ha prodotto un bel nulla se non una letterina al ministro. Così, giorni fa, proprio il ministro Pecoraro Scanio, insieme con Luigi Nicolais, ministro della Funzione Pubblica (sia l’uno che l’altro sono campani) ha parlato di una nuova commissione per risolvere l’emergenza rifiuti nella Campania di Bassolino che, mai come in questa legislatura, ha una tale concentrazione di ministri, sottosegretari, governatori, sindaci, presidenti da fare apparire come un ingenuo gioco da ragazzi il vecchio potere democristiano degli anni passati. Il centrosinistra di Mastella, Pecoraro Scanio, Bassolino, Nicolais, Iervolino, De Mita è un vero e proprio regime: non a caso il governo ha scelto Caserta e la sua Reggia per mettere su la scenografia del Governo della Svolta. Guarda caso, però, proprio là dove è strapotente, il centrosinistra è impotente a risolvere un elementare problema di civiltà: lo smaltimento rifiuti. Come mai?
Se diamo uno sguardo alla Finanziaria ci rendiamo conto che anche per i rifiuti è solo demagogia. Infatti, la Finanziaria fissa un obiettivo per la raccolta differenziata del 40 per cento e si esprime a sostegno di piani ambientali come «rifiuti zero». Insomma, si coltiva l’utopia demagogica di non produrre rifiuti. Cosa notoriamente impossibile. Proprio da Caserta, il presidente del Consiglio Prodi si è recato a Napoli e ha fatto un veloce meeting con Bertolaso e Pecoraro Scanio. Risultato? Sono stati stanziati 80 milioni di euro, eppure nel piano che Bertolaso ha annunciato non c’è riferimento ad alcuna novità se non quella dell’apertura di nuove discariche e il via solo allo smaltimento della parte secca del termovalorizzatore di Acerra. Insomma, siamo dove eravamo prima. Peggio di prima. Sì perché si è cercato di aprire una discarica nel Parco Nazionale del Cilento, in uno dei luoghi più incontaminati della Campania, là dove c’è la foresta di Vatolla e il famoso palazzo De Vargas che, con la sua biblioteca, ospitò per otto anni il filosofo Giambattista Vico. Si sta anche pensando di costruire un termovalorizzatore a Salerno, che è la città di Pecoraro Scanio. Ma chi è contrario? I Verdi che dicono: «Non può nascere un termovalorizzatore proprio nella città del leader del nostro partito».
Come si vede, un gran pasticcio che ha la sua origine nell’ideologia ambientalista. I Verdi, infatti, hanno accantonato la loro proposta sulla dissociazione molecolare (detta anche pirolisi) che è efficace: non produce residuo (a differenza dei termovalorizzatori: il cui 50 per cento dello scarto torna in discarica); produce energia senza emissioni di furani e diossina; si può realizzare in economia di scala, in modo tale che ogni comprensorio può smaltire i propri rifiuti; è usata in Germania (la Rwe la applica ad Hamm, 20 Km da Colonia), Giappone, Israele, Francia e anche Usa. Perché non si applica in Italia? Perché la difesa dell’ideologia di partito è, purtroppo, più importante della soluzione dei problemi delle comunità.
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