Caro Mou, fossi in Lei mi affretterei

No, carissimo (nel senso di costosissimo) Mou, la stagione del Milan non è finita. E non parlo né dei tre punti raccolti a Siena, né della corsa al terzo posto che dà il via libera al check-in dei voli in Europa. Parlo di ciò che potrà accadere su quella che una volta si chiamava l’altra sponda del Naviglio se... Ma procediamo con ordine. Lei, carissimo (nel senso di spassosissimo) Mou, proviene da Paesi civilissimi come Portogallo, Spagna e Inghilterra. Quindi non sa che nella nostra incivilissima Italia esiste un’usanza primitiva, più primitiva dei sacrifici umani che compivamo quando nella penisola iberica e nella futura Gran Bretagna non era ancora stato scoperto il fuoco. L’usanza è molto semplice. Se mi consente (senza offesa) glieLa spiego brevemente. Ecco qua: quando il tuo avversario perde, tu sei contento. Fine della spiegazione. È vero, siamo dei buzzurri, però le cose stanno così da tanto tempo, e noi, Lei lo avrà capito, siamo dei tradizionalisti. E pensi, carissimo (nel senso di comicissimo) Mou, alcuni Suoi colleghi, certo mediocrissimi se confrontati con Lei, come a esempio Helenio Herrera e Nils Liedholm, per restare al confronto Inter-Milan, si adattarono a questo volgarissimo costume. Quindi, accetti il consiglio di un cretino come me. Se non vuole esporsi al pubblico ludibrio, si affretti a vincere il suo scudettino. Per la coppa dei Campioni c’è sempre tempo. Non glieL’hanno spiegato, il presidente Moratti e tutti gli altri?