Caro mutui, una chat per evitare le «trappole»

Una chat per scoprire tutti i segreti del mutuo. È il nuovo servizio di consulenza messo in campo dalla Regione. Il vecchio sportello viene sostituito da un ufficio on line consultabile direttamente da casa. L’idea è di Stefano Maullu, assessore alla Prevenzione e Polizia locale, che oggi inaugura il «botta e risposta» sul proprio sito (www.maullu.it). Un esperto sarà collegato in rete, dalle ore 20 alle 22, per rispondere in diretta a tutte le domande sul mutuo, per spiegare come rinegoziare le condizioni con la propria banca e per mettere luce sulle varie possibilità che si aprono grazie all’accordo del ministro all’Economia Giulio Tremonti con l’Associazione delle banche italiane per la riduzione del peso delle rate.
«Il caro mutui - fa notare Maullu - colpisce tutti e incide sull’autonomia finanziaria delle famiglie. L’utente è vittima del sistema bancario e i costi dei vecchi mutui sono molto più elevati rispetto a quelli dei mutui nuovi. Spesso però le banche non danno informazioni sufficienti in tal proposito». L’operazione trasparenza della Regione ora punta sulla chat. Ma già nei mesi scorsi sono state messe in campo varie iniziative in merito: incontri sul territorio, dépliant di informazione, consulenze gratuite. La maggior parte della gente chiede come rinegoziare il mutuo, come trasferire il contratto da una banca all’altra, come spalmarlo negli anni. «Non tutti - spiega l’esperto - sanno che ad esempio su un mutuo da 100mila euro, con una buona rinegoziazione, si possono risparmiare fino a duemila euro all’anno. Non poco». L’accordo Tremonti «è una novità recentissima, si può utilizzare solo entro la fine del 2008. Il cliente, senza costi né spese di notaio, può chiedere che la rata mensile del mutuo venga riportata pressoché al valore del 2006. In pratica, il mutuo diventerebbe a tasso fisso, con una rata mensile inferiore a quella che in questo momento il cliente sta pagando. La differenza tra le rate a tasso fisso e quelle a tasso variabile andrà su un conto a parte, che il cliente dovrà pagare alla fine, ovviamente con gli interessi. In pratica, avrà rate più piccole, ma per più anni». Questo il succo della manovra.