«Caro» Natale: il presepe è di lusso a piazza Navona

Rincari fino al 50 per cento sui prezzi di statuine e capanne rappresentative della Natività al tradizionale mercatino

Valeria Arnaldi

Il caro-Natale, manco a dirlo, inizia da piazza Navona. L’ennesima sorpresa «salata» quella che attende quanti, nel rispetto della tradizione romana, nei prossimi giorni, si recheranno al mercatino natalizio per comporre il presepe. Se, infatti, gli addobbi per l’albero, data la maggiore varietà di forme, dimensioni e materiali, sono alla portata di tutte le tasche - si va da quelli mini a 35 centesimi fino al picco di 25 euro per un singolo ciondolo - a farla da padrone, con aumenti e rincari che, in alcuni casi, vanno ben oltre il 50 per cento, sono gli stand di statuine e capanne. Bastano una calcolatrice per fare i conti e un pizzico di memoria per i confronti. Una statuina di medie dimensioni, in plastica, lo scorso anno costava 6 euro. Quest’anno, la stessa ne costa 7. Un aumento apparentemente lieve - che, cumulato per tutti i personaggi del presepe, però, si fa sentire - che diventa decisamente più consistente per i «pupazzi doppi», quelli che hanno due figure su un’unica base. Qui il prezzo sale notevolmente, dai 10 euro dello scorso anno, si passa a 15 per quelli nei quali uno dei due personaggi è un bambino, e a 20 per quelli con due adulti. Un prezzo davvero singolare se si pensa che le stesse due figure «staccate» costerebbero solo 14 euro, con un risparmio di 6 euro, quasi sufficienti per comprare un terzo personaggio. Nessuna traccia degli abituali sconti per i personaggi che vanno, necessariamente, acquistati in gruppo, natività e re magi, ciascuno dei quali costa 45 euro. Più difficile calcolare il costo delle statuine meccaniche, donne che immergono i panni in un catino, dondolano un bambino o battono un tappeto, fornai che cuociono il pane, e pescatori, senza dimenticare i mulini ad acqua con pale che girano davvero. I prezzi variano da 60 a 130 euro. Se, però, ci si vuole cimentare nella costruzione di questi meccanismi, negli stessi stand si possono comprare vasche per l’acqua e piccoli motori a un costo che oscilla tra i 5 e i 10 euro. Più l’aspetto è povero, più costa. Questa la regola per le capanne in sughero, che abbinano all’aumento dei prezzi la riduzione delle dimensioni. La capanna piccola, che lo scorso dicembre, veniva venduta a 15 euro, sale a 25. Quella che, invece, già costava 25, arriva a oscillare tra i 40 e i 60 euro. A far salire vertiginosamente i prezzi sembra siano i sugheri, ma non per la loro rarità. Sono, infatti, abbondantemente utilizzati in più costruzioni. Quest’anno, infatti, accanto a pozzi e bancarelle varie, vengono venduti anche i pascoli già costruiti. Realizzati con una base di cartone, sughero, un pochino di muschio e una decina di animali in plastica segnano il prezzo record della piazza, 100 euro. Acquistando i pezzi sfusi, lo stesso pascolo potrebbe costare, al massimo, 20 euro. Grandi rincari anche per i piccoli accessori, che da 50 centesimi salgono a 3 euro. Un piccolo presepe di media qualità, con pupazzi in plastica, quindi, diventa un prodotto «di lusso». Il conto è presto fatto: natività, re magi - senza cammelli -, un angelo, due pastori, 3 pecore e una capanna costano 154 euro. E si tratta della versione «base», basta aggiungere una piccola bottega, un pascolo e altri due personaggi per salire a 297 euro, 300 se si vuole anche la stella cometa. Restano da conteggiare ancora almeno 10 euro per la carta del cielo, quella per le montagne e un po’ di muschio. Quanto basta per acquistare un biglietto last minute per le vacanze, anche quelle natalizie.