Caro Pannella a sinistra tradisci i valori liberali

Alfredo Biondi *

Ma dove vanno i radicali? Ma cosa fanno i radicali? No, per carità non è il remake di una vecchia canzone di De Gregori sui marinai ma le domande che poniamo meritano una risposta.
Dove vanno i radicali? A sinistra! Questo lo abbiamo capito tutti ed abbiamo capito pure che li attendono, non a braccia aperte, un Prodi ibrido, un Fassino tiepido, un Mastella guardingo, infastidito e riluttente ed una coalizione tutta, se così si può chiamare «l'Unione dei divisi e dei diversi», che non sa quale atteggiamento tenere nei confronti dei radicali.
Ma allora cosa fanno i radicali?
Attendono immersi nel limbo oppressi da una scelta di campo che mal si concilia con le scelte, i principi ed i valori radicali, che non si fondano su alleanze partitiche, ma sulla libera scelta transpartitica e trasversale.
Nel centrosinistra l’arrivo dei radicali non è accolto, da politici e giornalisti mansuefatti, con giubilo, giubilo che accompagna la canea ogni volta che si concretizza un’interruzione di rapporti con Berlusconi e con la Casa delle Libertà.
È un grave errore. Lo schierarsi nell’opposta coalizione alla Casa delle Libertà di Pannella, della Bonino e di Capezzone è la mancanza di rispetto ai propri princìpi ed al rispetto nei confronti delle riforme liberali indirizzate allo sviluppo e alla modernizzazione.
L’opposta posizione alla Casa delle Libertà dei radicali italiani non è altroché la degenerazione delle radici politiche, culturali e una impostazione di fondo diversa.
La perdita di una fisionomia propria, per gli aspetti fondamentali: dalla politica internazionale alla giustizia alle scelte economico sociali.
Ma vi immaginate Pannella ingabbiato tra Diliberto e Di Pietro, o ingabbiato dall’antiamericanismo di Bertinotti o sospeso nel clericalismo ambiguo dei cattocomunisti?
Ritengo che la scelta di Pannella e compagni sia una mancanza di rispetto per tutti coloro che liberali sono in quanto ritengo che le riforme liberali e libertarie non saranno nell’agenda di un presunto e quanto improbabile governo di centrosinistra.
Caro Pannella, la libertà e il liberalismo non stanno con Prodi e non t’illudere in quanto il Professore non sarà Zapatero e costretto com’è, senza dubbio, non farà nessuna riforma liberale e liberista.
Quello che si apre nei confronti dei radicali è uno scenario deprimente perché a gaudere per l’arrivo dei Radicali è rimasto solo Boselli che ha il gravoso compito di garante e di traghettatore dei radicali colpiti sulla «via di Damasco» dalla «alternativa prodiana», come l’ha definita Pannella, in un intervento crepuscolare.
Insomma le smanie di Capezzone e il fideismo della Bonino attribuiscono ai radicali italiani, purtroppo, il ruolo che la canzone di Jannacci destinava a chi diceva: «Vengo anch’io?» e la risposta era «no, tu no». Qui al posto del no si sostituisce il «ni» perché c’è Boselli che deve traghettare.
Questo «ni» è più insultante del «no» perché si chiede a Pannella e al suo complesso di «stare bravi» ed a Boselli di fare il «cane da guardia».
Sinceramente i Radicali italiani non meritano questo ruolo.
* vicepresidente della Camera dei Deputati