«Caro Pavese ti scrivo», 350 cartoline in mostra

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Cade quest’anno il centenario della nascita di Cesare Pavese. Per l’occasione la Fondazione intitolata allo scrittore e Terre da Vino hanno organizzato una mostra molto particolare: una collezione di 350 opere formato cartolina postale pervenute - via posta appunto - da ogni parte del pianeta. Si chiama «Cesare Pavese. Le colline, il sole» ed è il frutto di un concorso internazionale di mail art (letteralmente arte postale), libera forma di comunicazione artistica che ha avuto origine negli anni Sessanta.
Ogni opera è nata da un’interpretazione personale dei libri di Pavese, pienamente in linea con l’idea che lo scrittore piemontese aveva della lettura: «Leggendo non cerchiamo idee nuove - diceva -, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra, che già viviamo, e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi». E infatti l’iniziativa ha riscosso grande successo, a dimostrazione del valore internazionale dell’opera di Pavese, divenuto un classico della letteratura universale. «La mail art è un’arte atipica, democratica - spiega Franco Vaccaneo, presidente del comitato scientifico della Fondazione Cesare Pavese -. Non ci sono dei Picasso o dei Morandi, ma illustri sconosciuti che si sono cimentati nella creazione di vere e proprie opere d’arte».
Le 350 cartoline, realizzate con le tecniche artistiche più diverse, provenendo da tutto il mondo non potevano che far parte di una mostra itinerante. L’esposizione si è aperta a Barolo, toccando poi Roma e Firenze, per approdare oggi a Milano, alla Casa dell’Energia di piazza Po, dove resterà fino al 30 ottobre prima di approdare a Torino. Ad accompagnarla un libro omonimo con tre testi inediti illustrati dagli esemplari più significativi della mostra.