Caro segretario, a quando le scuse?

Domenica scorsa il Giornale ha dato conto delle difficoltà di Marco Follini all’interno dell’Udc, sintetizzando la situazione con il titolo «Follini in bilico, stavolta si gioca il posto». La nostra cronaca ha scatenato le ire della segreteria centrista, che si è subito messa a gridare al complotto, sostenendo che era in corso una campagna vergognosa, ispirata dal premier per isolare Follini, campagna che - laddove fosse utile chiarirlo - lo stesso premier ha prontamente smentito.
La malafede della segreteria Udc era evidente, non solo perché la cronaca del Giornale era corretta e rigorosa, ma anche perché altri quotidiani – dichiaratamente di sinistra – si era già occupati dell’isolamento in cui si era ficcato Follini. Il ministro Baccini, lunedì, durante una riunione in cui il segretario Udc tentava di accreditarsi come vittima del potere mediatico del Cavaliere per ottenere un po’ di solidarietà a buon mercato, lo ha onestamente riconosciuto, smontando la tesi del complotto.
Dunque nessuna campagna mediatica, nessun tentativo di «intimidazione». Che poi Follini fosse davvero in bilico è testimoniato da quel che è accaduto nei giorni successivi: il segretario dell’Udc è stato messo in minoranza e i suoi baldanzosi progetti accantonati. Tanto per fare un po’ di cronaca riportiamo alcuni titoli e articoli dei quotidiani di ieri. «Diktat elettorale, Follini traballa», scrive il Manifesto, che aggiunge «Follini prova a resistere, ma il vertice del suo partito lo isola e Casini gli chiede la resa. Il segretario centrista non è convinto. “Non posso fare marcia indietro” avrebbe risposto. Una formula che equivale alla minaccia di dimissioni». L’Unità invece titola: «Follini costretto alla resa sulle primarie, Casini lo incalza: Marco, sei isolato. Tabacci cerca di mediare. Ma il segretario Udc potrebbe dimettersi lunedì». La Stampa di Torino racconta: «Follini incontra Casini, ma non esclude le dimissioni, tensione nei centristi, il segretario ha già preso atto di essere in minoranza. “La battaglia non posso vincerla”». Anche questi giornali sono al servizio del Cavaliere? Anche loro sono strumenti di una campagna berlusconiana? Anche questi giornali sono al servizio di Berlusconi?
Come evidente, le accuse della segreteria Udc contro il Giornale erano false e gratuite. A differenza di quel che pensano i portavoce di Follini a noi che il segretario Udc si dimetta o non si dimetta ci importa un fico secco. Non siamo la protesi politica di nessuno. Semplicemente facciamo il nostro mestiere, che è osservare e capire. E guardando i fatti avevamo intuito due anni fa che la strategia di Follini mirava a licenziare il premier e avendo una certa esperienza di mondo immaginavamo che il segretario dell’Udc a forza di credersi il politico più fine rischiava di diventare solo un politico alla fine. Pazienza. Avevamo ragione, ma non siamo qui a reclamar teste: ci basterebbero le scuse, ma sappiamo che una delle prime cose che insegnano a chi vuol far politica è di cantar vittoria anche se si è sconfitti e la segreteria Udc questa lezione l’ha sicuramente imparata bene. Le altre lezioni non si sa.