Caro settimana bianca, Corvara batte tutti

Alla faccia della crisi, quest’anno un milione e mezzo di italiani in
più hanno prenotato la vacanza in montagna nel periodo di Natale. Le
località più care sono in Alto Adige. E nonostante questo sono sempre
le più gettonate

Per gli appassionati di sci il Natale è già arrivato. Peccato che nessuno avesse prenotato in anticipo, magari sfidando la logica del meteo che quest’anno ha regalato neve in abbondanza già ai primi di dicembre. E per questo chi legge i prezzi per la prossima settimana bianca di Natale, così come emergono dall’indagine dell’associazione Codici (Centro per i diritti del cittadino), adesso si mangia le mani per non aver programmato per tempo la fuga dell’Immacolata.

Codici ha adottato un metodo preciso per arrivare a disegnare un quadro attendibile delle tariffe applicate nelle varie regioni dell’arco alpino. Ha preso le tre località sciistiche principali di ogni regione, ha analizzato a campione i prezzi applicati da 10 alberghi a tre stelle per ciascuna località (mezza pensione più skipass nella settimana compresa tra il 22 e il 29 dicembre) e ne ha tratto una mappa economica del turismo invernale (vedi tabella).

A giudicare dall’esplosione delle prenotazione per questo weekend, che segna un’apertura di stagione davvero incoraggiante per gli operatori del settore, fino a ieri presi tra l’incudine di una crisi globale e il martello dell’assenza di nevicate, le cassandre che profetizzavano lacrime e sangue sono state smentite. Ora che sono arrivate le nevicate, infatti, si sono sciolti i timori di crisi e recessione, più strombazzati che percepiti.

Se siete sciatori da settimana bianca di Natale che mettono al primo posto, nel criterio di scelta della meta, il prezzo, in vetta alla classifica trovate Piancavallo (Friuli), che Codici considera la località più economica: ve la caverete con 544 euro. Il titolo di regina del caro neve, invece, se lo aggiudica Corvara (Alto Adige), che impone un esborso di 920 euro, il 70 per cento in più di Piancavallo.

Tutti a Piancavallo, allora? Fosse vera la favola (perché di favola pare trattarsi) dell’economia al tracollo, la maggior parte degli sciatori natalizi migrerebbe verso il Friuli. E invece, secondo una recente indagine di Confesercenti-Swg sulle intenzioni vacanziere degli italiani a Natale, vien fuori che 16 milioni e mezzo, cioè un italiano su tre, non rinuncerà all’escursione di rito. Per la cronaca, un milione e mezzo in più rispetto all’anno scorso. Bene, indovinate qual è la meta preferita del viaggio? Trentino Alto Adige, ovviamente, che sarà anche una regione, come dire, caruccia, ma che conferma come non sia ancora il prezzo il fattore determinante nella scelta.

Tornando alle tariffe prettamente sciistiche, occorre dire che gli aumenti applicati in questo Natale 2009 non sono mostruosi. Secondo le rilevazioni di Codici, i ritocchi sono stati lievi: 2,4% in Valle D’Aosta, 3,64% in Piemonte, 1,53% in Lombardia, 1,19% in Trentino, 1,4% in Alto Adige, 4,2% in Veneto e 4,2% in Friuli Venezia Giulia (e nonostante questo Piancavallo resta la più economica).

Per chiudere il quadro, occorre ricordare che per praticare lo sci occorre dotarsi di un’attrezzatura piuttosto costosa. L’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) ha calcolato che per l’acquisto di sci, attacchi, racchette e scarponi occorre tirar fuori circa 300 euro. E se resta qualche spicciolo, la stessa associazione consiglia di stipulare una polizza assicurativa, utile in caso di incidenti, sempre più frequenti, in pista.