Caro sindaco diamo le pagelle agli assessori

Fra le molte, ottime idee contenute nel programma elettorale della Moratti, quella di tentare di ridurre traffico e inquinamento a Milano è una delle più impegnative e l’uso, per attuarla, dello strumento Ecopass pare stia dando buoni risultati. È presto per giudicare: faremo un bilancio allo scadere del primo mese, il 2 febbraio. Ma un’altra di quelle idee ci piacque molto: quella di dare una valutazione - una «pagella», si disse - al lavoro degli assessori. Ammettiamolo, immaginare Sgarbi che riceve una pagella dalla Moratti mette certamente di buon umore. Ma, accantonati i sogni, invitiamo il sindaco a fare qualche tentativo di attuazione di questa bella idea. Che, naturalmente, ha un senso politico e democratico se viene realizzata con trasparenza, cioè se la valutazione è pubblica e motivata. Non necessariamente un voto, non un 4 o un 7, ma un giudizio articolato. Magari riferito non direttamente agli assessori (pensate a Sgarbi...) ma a settori di attività. Ad esempio: la pulizia della città, l’arredo urbano, l’impiego della polizia locale, eccetera. Ne seguirebbe un utilissimo dibattito sulla qualità del lavoro dell’amministrazione, non più valutato in senso complessivo e generico ma voce per voce. Ci provi, il sindaco. Ad una condizione, però: non dia retta al piagnisteo di chi, su altri giornali, invoca continuamente il «dialogo con la città» o l’«ascolto della gente», dei «cittadini»; giacché la città, la gente, i cittadini non hanno una sola voce, tutti le stesse idee e identiche aspirazioni. I milanesi hanno votato perché gli eletti li rappresentino e facciano delle scelte. Insomma, le pagelle le dia il sindaco e non le faccia dare a certi «comitati» che non si sa chi rappresentino.