Caro sindaco, lei fa festa...

(...) Risultato: le scuole sono luride. Sicuramente non per cattiva volontà dei dipendenti della Multiservizi, ma perchè questa impiega la metà del personale necessario. A chi è giovato tutto ciò? Anche le insegnanti per lo stesso disegno, faranno la stessa fine? E la sbandierata qualità del servizio? Ma noi siamo felici perché abbiamo la festa del cinema. Non ci importa se, sempre per mancanza di fondi, in molti municipi non vengono mandate le supplenti nelle scuole, con conseguente disagio delle insegnanti curriculari che, in barba al regolamento comunale, non potrebbero avere in classe più di 25 bambini. Il Comune impone regole che talvolta è il primo, per suo comodo, a non rispettare. Ma soprattutto il mio cruccio è rivolto ai bambini che vengono ridotti a pacchi sballottati da una sezione all’altra mentre qualcuno, in alto loco, continua a parlare di «qualità» del servizio. Siamo felici lo stesso, abbiamo la festa del cinema... Addirittura all’inizio di quest’anno scolastico si era ventilata la possibilità della mancanza di fondi per il materiale didattico. Altra occasione per essere felici lo stesso, tanto abbiamo Di Caprio. Potrei andare avanti ancora per molto, ma non voglio deliziarla oltre, sarebbe troppo anche per i cittadini romani che l’hanno eletta per ben due volte e che oggi hanno quello che si meritano: la festa del cinema. Ma signor sindaco, se lei tiene veramente alla cultura, perchè tra una festa del cinema e un’apparizione in Tv, tra un libro e una Notte Bianca, non trova un ritaglio di tempo per curare un po’ più le schede sulle opere da realizzare per Roma Capitale? Forse perchè la gente comune non ne conosce l’esistenza e l’importanza? E di conseguenza non fanno clamore? Lei si fa bacchettare perfino da Di Pietro (non si può parlare di prevenzione, visto che appartenete alla stessa coalizione). Gli esperti parlano di «tracotanza istituzionale» del Campidoglio e di comportamento non proprio cristallino tenuto dal Comune di Roma (Il Giornale, «Cronaca di Roma», pag. 41 del 25/10/06). Ma lei non si sarà mica dimenticato di informare queste persone di aver emulato Venezia? A chi dare la responsabilità degli inconfutabili problemi sopra esposti? Certo è che lei, signor sindaco, non potrà tirare in ballo quello stonato ritornello della pesante eredità ricevuta - come fanno i suoi «compagni» al governo - visto che il vostro insediamento al Comune risale alla notte dei tempi. Certo, la festa bea le anime belle che si stupiscono positivamente di un sindaco che dopo - non prima - il disastro, sale sulla metro attorniato da fotografi che giustamente lo immortalano, vista l’eccezionalità del fatto. Certo, la festa magnifica, l’immagine di Roma come città che offre... facciata, apparenza, audience: il popolo si nutre di questo. Chi sa che nella vita quotidiana, lontane dai grandi nomi da lei voluti, tante anonime insegnanti supplenti da decine di anni, a breve, potranno partecipare a tempo pieno a tutte le feste del cinema che lei vorrà fare? Pochi. Chi sa che nel quotidiano, lontano dalle luci, spesso le insegnanti per poter lavorare devono mettersi le mani in tasca o le devono far mettere ai genitori? Pochi. Chi sa che sempre nel quotidiano, lontano dai clamori, centinaia e centinaia di bambini delle scuole dell’Infanzia, a volte non hanno neanche la carta igienica? Pochi. Chi sa della festa? Molti, quasi tutti. A voi le conclusioni...