Caro sindaco Veltroni, lei fa festa col cinema ma nelle nostre scuole regna la sporcizia

Chi scrive è un’insegnante di scuola dell’infanzia che, pur essendo appassionata di ogni forma d’arte e di cultura, ha volutamente cercato di non seguire gli avvenimenti riguardanti la Festa del Cinema, per limitare al massimo eventuali quanto probabili rialzi di pressione arteriosa. Sta di fatto che quando, sere fa, ho sentito Sabrina Ferilli dichiarare ai microfoni della tv «Walter ha fatto una cosa buona» mi sono chiesta di cosa stesse parlando. La gestione del bene comune è come quella di una famiglia: si deve pensare prima di tutto al cibo, alle bollette, ai ticket e a tutte le altre necessità per un buon andamento del bilancio familiare. Poi, se avanza qualche cosa, la si può usare per il superfluo. So già che adesso qualcuno con l’aria spocchiosa dirà che l’arte e la cultura sono necessarie alla vita di un uomo. Certamente chi lo afferma può permettersi l’uno e l’altro e io gli rispondo così: provi un po’ a mettere nel piatto un gustoso film con Robert De Niro, accompagnato da una deliziosa mousse di musica mozartiana, il tutto adagiato su un raffinato letto di girasoli di van Gogh... e soprattutto lo propini tutti i giorni ai suoi figli. Solo allora, e non prima, potrà sentenziare sul necessario e sul superfluo. Non occorre essere un genio per poter immaginare quanto possa essere costata la festa del cinema con i suoi fasti e con la sua cena da sogno. E non si provi a dire che la festa si è pagata da sola con gli sponsor, perché so per certo - da persone che hanno lavorato all’avvenimento - che non è stato affatto così. Sono soldi almeno in parte usciti dalla casse comunali; e, considerato che Kidman e compagnia non si accontentano certo di alloggiare presso i Salesiani, immagino che le spese siano state astronomiche. Non si affanni, signor sindaco, a dire che ciò è falso: ci mostri il bilancio reale. Recuperando la calma si può sicuramente asserire che non ci importa se salendo su un autobus romano la nostra mente torna a quel viaggio a Nuova Delhi. Siamo felici lo stesso, abbiamo la festa del cinema, Di Caprio è tra noi. Non ci importa se, uscendo di casa col sacchetto dell’immondizia, non riusciamo a raggiungere l’imboccatura del cassonetto e un tarlaccio burlone ci fa sorgere spontanea una domanda: vuoi vedere che Walter sta cercando di emulare la collega Rosa Russo Jervolino? Siamo felici lo stesso, abbiamo la festa del cinema... Non ci importa nulla se la metro ha sistemi di sicurezza da Burkina Faso, abbiamo la festa del cinema... Non ci interessa se il Comune, per mancanza di fondi, ha iniziato in punta di piedi la privatizzazione di alcuni suoi asili nido, dandoli in gestione ad aziende che sottopagano il personale (hai voglia a parlare di lavoro nero). A tal proposito faccio presente che una politica simile fu adottata per la pulizia nelle scuole: passò dalle collaboratrici scolastiche comunali alla Multiservizi. A poco a poco questa società si è sostituita anche nella sorveglianza e così oggi fa quello che prima faceva il personale comunale. (...) SEGUE A PAGINA 47