Caro spiaggia, 30 euro per un po’ di tintarella

Stefano Vladovich

Caro mare. Da Anzio a Santa Marinella, anche quest’anno gli «irriducibili della tintarella» devono fare i conti non solo con traffico, code chilometriche e la cronica carenza di parcheggi, ma anche con il rincaro di lettini e ombrelloni. Per gli operatori poco o nulla rispetto all’aumento Istat (3 per cento), secondo altri si tratta di valori che superano di gran lunga il 10 per cento dei prezzi dell’anno passato.
Una querelle infinita. Perché? I costi medi variano da spiaggia a spiaggia, da stabilimento all’altro, e non fra le diverse località della regione. Accade, per esempio, che su un arenile dato in concessione a un privato il costo di un lettino per l’intera giornata (festivi compresi) è ancora legato ai «vecchi» 3 euro della stagione 2004. «Gran brutta stagione» ricordano, amareggiati, gli addetti ai lavori. È il caso di alcune zone attrezzate del Lido di ponente, Nuova Ostia per intenderci, dove un bagnante con una decina di euro al massimo (ombrellone, lettino e panino) può godersi il solleone con tutte, o quasi, le comodità. In altri posti a un chilometro o due di distanza, si passa ai 7-8 euro per la metà del servizio. Una questione di servizi, appunto. Una distinzione importante per Renato Papagni, presidente della Fiba, la Federazione italiana balneari nonché dell’Assobalneari Lido di Roma.
«Se ci sono stati aumenti - spiega Papagni - il motivo è legato a una qualità superiore e all’ampliamento dell’offerta». Diversamente la Uil Roma-Lazio: «Per molte famiglie, il 20 per cento in più rispetto allo scorso anno, andare al mare diventa sempre più proibitivo per i rincari che non hanno risparmiato neanche le spiagge». «Nonostante l’aumento dei litorali inquinati, l’accessibilità delle spiagge è sempre più ridotta per chi non voglia pagare prezzi altissimi». «Sui 338,5 chilometri di costa della regione - prosegue la Uil - il caro-ombrellone continua inesorabilmente a imperversare. Uno studio condotto assieme all’Adoc su tutto il territorio regionale ha evidenziato che l’estate 2005 costerà il 10% in più rispetto al 2004». «Ostia, Fregene ma anche Anzio e Lido dei Pini non sono affatto care. Anzi» ribatte Papagni. «Volete qualche dato? Cominciamo con gli stabilimenti storici di Ostia: il Marechiaro ha mantenuto il biglietto d’ingresso invariato. Gli abbonamenti sono aumentati del 2% ma solo per ammortizzare i costi della doccia calda all’interno di tutte le cabine. Insomma, per un aumento della dotazione nel pacchetto-abbonamento. Alla Vela? Nessun aumento sia per i giornalieri che per gli abbonamenti. Mentre continuano le attività sportive, beach-volley, vela, canoa. La Spiaggia: aumento di un solo euro per l’ingresso. Lido beach: giornalieri invariati con differenza tra giorni feriali e giorni festivi. Cabine aumentate entro il 3% a fronte dell’animazione, corsi di danza, ginnastica in acqua. Per i più piccoli mini club e junior club. Continuo? La conchiglia, il Salus, la Capannina: prezzi stabili».
Ma quanto spende una famiglia composta, in media, di 4 persone? «A quanto ammonta il danno» direbbe Totò? A Ostia come a Ladispoli o Torvaianica il prezzo d’ingresso in uno stabilimento alla moda è di 3 euro, un lettino costa 5 euro e mezzo (si passa dai tre euro delle spiagge libere attrezzate agli 8 dei lussuosi stabilimenti di Fregene). Stessa storia per l’ombrellone mentre la vecchia sdraio è più economica: 3,50 euro. Una cabina per 8 persone costa massimo 24 euro ma se si vuole anche la doccia si sfiorano i 50 euro.
Insomma, riassumendo il solito signor Rossi e signora, figli al seguito, dovranno spendere almeno 12 euro per entrare in spiaggia, 11 euro per avere due lettini (spesso obbligatori), 5 euro per l’ombrellone. Totale, 28 euro, 30 se si aggiungono i 2 euro, minimo, chiesti dai parcheggiatori (spesso abusivi). Quaranta euro compreso il viaggio di 60 chilometri fra andata e ritorno, in auto, da Roma. Tutto ciò senza fare altro, ovvero senza mangiare e bere. Una cifra accettabile se non fosse che i bagnanti «fai da te, gli intramontabili «fagottari della domenica» con porta vivande e thermos al seguito, non sono «graditi» ovunque. E allora i conti familiari sono destinati drammaticamente ad aumentare fino a raggiungere gli 80 euro per 4 persone. Un solo panino ripieno, difatti, costa dai 2 euro e mezzo, all’Isola del Pescatore, Santa Severa, ai 5 euro chiesti a Fregene o al Lido delle Sirene, Anzio. Un abbonamento stagionale, invece, si attesta sui 1700 euro per una cabina, 2 sdraio, lettino e ombrellone. Oltre 400 euro a testa.