Caro Springsteen, questa città ti deve delle scuse

Milano l’ha fatta grossa. Una miscela di idiozia, egocentrismo, provincialismo ha portato un danno di immagine alla città e un danno concreto a tanti cittadini che saranno costretti a muoversi per seguire il Boss in giro per l’Italia. I fatti parlano chiaro. Springsteen ha annullato la tappa milanese del suo nuovo tour perché indagato per aver sforato di 22 minuti il tempo massimo concesso al suo ultimo concerto, nel luglio scorso a S.Siro. Milano era la città italiana più cara a Springsteen e la sua band. I 22 minuti della vergogna (per i dannati estremisti borghesi di S.Siro e i magistrati troppo zelanti che hanno aperto il fascicolo) fanno parte di quella esibizione a Milano, di un bis improvvisato e indimenticabile, con brani storici e bellissimi e una versione di «Twist and Shout» indimenticabile.
Scrivo con le lacrime di rabbia agli occhi, pensiero che quella meraviglia di rock and roll sia considerato «rumore» da un gruppo di 30 altezzosi milanesi, musicalmente ignoranti e irriducibilmente intolleranti. È già successo con Vasco Rossi, ma in quel caso la protervia di una minoranza l’abbiamo gestita in casa. Questa volta, la figuraccia attraversa l’Oceano, arriva dall’altra parte del mondo.
Il biglietto da visita è pessimo. Il sapore delle decisioni ottuse e burocratiche di quei magistrati (che neppure voglio conoscere) che hanno consumato il tempo pagato da tutti i cittadini per seguire l’istinto punitivo di pochi e penalizzare tutti gli altri è amarissimo. E non è purtroppo soltanto una questione di numero, ma di qualità e sensibilità. Costringere Springsteen lontano da San Siro è proibire la Scala a Von Karajan perché era arrogante. Lo era davvero, naturalmente, ma era anche il più bravo. Ma a Milano non verrà e ci farà soffrire, perché lo potrebbero condannare a pagare una multa. Come si fa a discutere seriamente del prestigio internazionale che aspettiamo dall’Expo in una città che penalizza per il rumore il più bravo artista rock? Non è serio. Che faranno quel genere di cittadini che hanno squallidamente protestato e quei magistrati che hanno avallato? Denunceranno i cantieri per disturbo alla quiete pubblica? E noi? Staremo a guardare?
Il Sindaco Moratti rifletta sull’aspetto serio della vicenda. Milano è una città che per tradizione garantisce grande ospitalità: chieda scusa al Boss, eventualmente paghi la multa e ci chieda un euro a testa in più per risarcire il Comune. Lo faremmo volentieri. Ma lei sarebbe capace davvero di farlo?