Caro trasporti: per muoversi serve un mutuo

La gita fuori porta? Un lusso. Ripiegare per un salto con l’auto in centro? C’è la charge... 5 euro, più quell’accise della benzina. Meglio l’autobus? Non è detto: 3 euro fra andata e ritorno a persona, mica poco. Il treno? Aveva già chiesto un bel 20 per cento in più lo scorso anno... Insomma mezzo che vai, stangata che trovi: le autostrade danno il buon anno impennandosi, la benzina è al suo quinto ritocco, l’Atm che ha aumentato il biglietto del 50 per cento, i treni avevano già fatto un salto del 20 per cento. Muoversi è un salasso, in qualunque modo.
Il Codacons, l’associazione dei consumatori, ha deciso di istituire il premio “tartassato dell’anno“, assegnato all’automobilista italiano. Questa la motivazione: «Pur essendo considerato dai politici un pollo da spennare ed essendo ormai diventato un cappone è riuscito a sopravvivere alle feste che gli volevano fare». Per ora. Perché dal 1 gennaio c’è da aggiungere tutta una serie di tocchi e ritocchi che penalizzano qualsiasi spostamento. Se vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno possiamo rallegrarci del fatto che per il 2012 non aumenterà il bollo dell’auto. Gli 8 milioni di veicoli che in Lombardia sfidano tasse anti-smog, driblando buche sulle strade a caccia di tanto improbabili quanto costosi parcheggi non verseranno da questo punto di vista un euro in più rispetto al miliardo di euro che già versano alla Regione. Se vogliamo, nel bicchiere mezzo pieno possiamo aggiungere anche i treni lombardi: biglietti e abbonamenti nel 2012 non varieranno. Ma gli stessi treni lombardi li troviamo anche nel bicchiere mezzo vuoto perché l’ultima stangata risale appena a qualche mese fa, con un aumento del 22,18 per cento, diviso in due tranche tra febbraio scorso e l’estate.
A dare il benvenuto al nuovo anno per gli automobilisti ci hanno pensato le autostrade con l’aumentato dei pedaggi delle varie tratte in Lombardia da un minimo dell’1,85% a un massimo che sfiora quasi il 10 per cento di rincaro per quegli sfortunati che si trovano a dovere percorrere gli 88 chilometri (per fortuna pochi) dell’A21 che va da Torino a Piacenza.
Prendere la macchina e partire insomma è diventata una voce che pesa nel bilancio familiare. Per andare fino a Gallarate se fino all’altro ieri si pagava 1,30 centesimi da domenica si pagano 10 centesimi in più. Spiccioli, penserà qualcuno ma di certo non chi quella strada deve percorrerla avanti e indietro due volte al giorno, tanto che l’incremento risulta del 7,69 per cento. Ci vogliono quasi 40 centesimi in più per andare da Milano a Bologna, 10 per andare da Milano a Brescia. L’aumento in media per i 242 chilometri di Autostrade che gestiscono la A4, A1, A8 e A9 è del 3,51%, da Novara a Milano si paga il 6,8% in più. La Milano Serravalle con la A7 e le tangenziali pretenderà l’1,85 per cento in più che diventa il 5,62 per cento di rincaro per percorrere l’A21 Piacenza-Brescia e il 7,45% per l’A4 Brescia Verona. Al pacchettino natalizio c’è da aggiungere il caro-benzina che, in soldoni, per il Codacons costringerà a versare 202 euro in più per il prossimo anno.
Senza contare che per i milanesi che si mettono al volante dal 16 gennaio ci sono da mettere in conto i 5 euro di congestion charge, la tassa che deve pagare chi vuole entrare entro la cerchia dei Bastioni. Mentre per quelli che preferiscono tram e metrò il biglietto da pagare ha avuto un balzello di 50 centesimi.