Caro Walter, pensa alla Uefa

Alla luce delle grandi partite giocate dalla Sampdoria a Marassi contro Milan e Inter e a Torino contro la Juve, sostiene Novellino che alla classifica della sua squadra mancano 3 punti. Anziché a quota 14 dovrebbe insomma stare a 17, al 6° posto in solitudine anziché al 10° in compagnia di Udinese, Siena ed Empoli. Alla luce di quanto si è visto nelle prime 10 partite di campionato, io penso invece che ne difettino obiettivamente 2, quelli dei due pareggi stolidamente mancati contro Chievo ed Ascoli. Sesto posto insomma sì, ma a quota 16 in compagnia del Palermo.
Con immutata convinzione ribadisco infatti il concetto espresso su queste colonne all’antevigilia del match con l’Inter. Oltre ai megaorganici del trio Juve-Milan-Inter, a parer mio ci sono altri 4 Club di seconda fascia (Fiorentina, Palermo, Roma e Udinese) che vantano «rose» superiori a quella blucerchiata. Sicché sarà lotta dura, sperabilmente senza paura, quella che dovrà affrontare la Sampdoria per mantenersi a galla a livello di coppa Uefa - altro che Champion’s - da qui alla fine del campionato. Tanto più che il cervello mi conferma che a gioco lungo non sarà nemmeno facile mettersi alla spalle tutte e 5 le squadre di terza fascia che rispondono al nome di Livorno, Chievo, Lazio, Siena ed Empoli.
Certo, la Sampdoria che abbiamo visto contro Milan, Juve e Inter teoricamente potrebbe ambire al 4° posto e cioè all’ingresso in Champion’s Leaue, ma sarebbe sciocco illudersi che la squadra di Novellino sia invariabilmente in grado di esprimersi a quel livello di concentrazione e determinazione extra strong. Tanto più che il suo organico, buono ma non precisamente abbondante, sarà pure chiamato ad onorare la coppa Uefa e la coppa Italia. E a proposito, per dirla tutta, io ritengo che per questa squadra dal rendimento forzatamente altalenante sia paradossalmente più «facile» - passatemi l’eufemismo - vincere la coppa Italia o la coppa Uefa che conquistare il 4° posto in campionato e il conseguente diritto a disputare la Champion’s League. Ecco perché mi permetto di caldeggiare a Novellino, che pure non ha bisogno di consigli, di pretendere dai suoi giocatori impegno allo spasimo sia in coppa Uefa sia in coppa Italia fino al giorno in cui il destino malauguratamente avverso sancisse l’obbligo di darci un taglio. A quel punto, e solo a quel punto, sarebbe l’ora di concentrare tutti gli sforzi in campionato, in chiave di qualificazione alla coppa Uefa 2006/2007.
Diamoci dunque dentro a tutta contro la Steaua, domani sera a Marassi, senza pensare al delicato match di campionato in programma a Palermo domenica sera, dove mancherà lo squalificato Diana ma magari ci sarà il mai abbastanza rimpianto Falcone. Giocando come contro l’Inter, per i romeni - che pure come organizzazione di gioco valgono al momento forse più dell’Inter - non ci sarebbe scampo. I tifosi faranno la loro parte come sempre. Il Ferraris di notte, e segnatamente nelle notti europee, è il teatrino del calcio apparentemente più bello e intrigante che si possa immaginare. Se poi fosse privo di quegli autentici monumenti all’inciviltà costituiti dalle gabbie per le mandrie ospiti, e per contro vantasse dignitosi punti ristoro per ciascun settore, sufficienti toilettes degne di questo nome per maschi e femmine, visibilità accettabile in quegli sciagurati angoli bassi di tribune e distinti e magari un’apprezzabile nursery come fiore all’occhiello, sarebbe davvero il più bello del mondo. Ma visto che si riuscì perfino a vincere una Coppa Coppe con uno stadio-cantiere dimezzato e vista totale sul Bisagno, tiriamo avanti nella speranza che si possano comunque rinverdire in qualche misura quei fasti. Quando in plancia ci sono i Paolo Mantovani e i Riccardo Garrone, si può bene accontentarsi.