«Caro Walter, la situazione è fuori controllo»

Dure critiche al sindaco Veltroni da parte di Giro (Fi), Rampelli (An) e Gasperini (Udc)

«Caro Walter, è di tutta evidenza che la situazione ti stia scappando di mano». Comincia così la lettera inviata al sindaco capitolino Veltroni dal deputato di An, Fabio Rampelli, (responsabile sicurezza della Federazione romana), il giorno dopo le dichiarazioni del primo cittadino sulla preoccupante escalation della criminalità romena. «Prima celebri il modello Roma quale esempio europeo di civile convivenza - continua Rampelli -, poi, smentito dai fatti violenti che stanno insanguinando la Capitale, scarichi la responsabilità sul governo nazionale. Al di là dei singoli episodi criminosi che, comunque, iniziano a essere una patologia, la periferia romana è un susseguirsi di tensioni quotidiane e il Campidoglio pare non percepirle neppure. Grande è la confusione sotto il tuo cielo». Quindi la stoccata: «Dovresti sapere che un decreto dello scorso luglio recepisce la direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini europei (rom e romeni inclusi) che già prevede l’allontanamento delle persone “moleste”. Ricordiamo - chiude Rampelli - gli sgomberi da te commissionati di aree occupate abusivamente e della tua volontà di impedire le identificazioni per proteggere i clandestini dall’applicazione della Fini-Bossi. La verità è che non ti sei mai preoccupato di verificare la reale autonomia economica dei 15 mila sbandati presenti nella Capitale e non ne hai mai chiesto l’allontanamento. E ora, in presenza di esecuzioni e rese dei conti in mezzo alla città, tenti di giustificare i tuoi errori chiamando in causa altri poteri. La città è pronta per la prossima festa».
Dure critiche anche dal commissario romano di Fi, Francesco Giro: «Non è il sindaco di Roma a doverci ricordare le competenze del ministro dell’interno e del prefetto in materia di sicurezza. Al contrario Veltroni dovrebbe chiedere scusa, per aver deciso di strumentalizzare Roma per i suoi calcoli politici, abusando dell’immagine della Capitale per organizzare le sue elezioni primarie di ottobre». E nel pomeriggio Giro aggiunge: «Nonostante il grido di allarme lanciato Mosca, è evidente che il sindaco sulla sicurezza e su altre questioni centrali come il degrado urbano, l’abusivismo commerciale e l’occupazione abusiva delle case, non riesca a esprimere una linea politica credibile ed è costretto a rifugiarsi nella politica degli annunci e degli slogan, come se vivessimo in uno spot pubblicitario o in una fiction e non in una Città piena di problemi. Prima Rifondazione comunista poi i Verdi hanno respinto la presa di posizione di Veltroni contro la dilagante criminalità romena. A questo punto si dimetta, visto che già ora è vittima dei continui ricatti della sinistra estrema».
Chiusura affidata al capogruppo comunale dell’Udc, Dino Gasperini: «Mentre il sindaco chiacchiera e fa finta di essersi svegliato, chiedendo oggi la linea dura dopo i viaggi della speranza in Romania che non hanno portato via nessuno e che anzi hanno aumentato a Roma il numero dei romeni (anche se poliziotti) lunedì pomeriggio passeremo dalle chiacchiere ai fatti e daremo il via assieme ai nostri parlamentari e ai consiglieri regionali, comunali e municipali alla raccolta firme per il referendum consultivo cittadino contro il cosiddetto Patto della Sicurezza firmato a maggio proprio da Veltroni, che oggi fa finta di dimenticarsene, e dal Governo».