Caroline Giuliani finisce nei guai

Chissà che grado di «tolleranza» applicherà ora il mitico Rudy Giuliani alla figlia Caroline. Magari la stessa, piuttosto morbida, che ha adottato per sé stesso e i suoi chiacchierati trascorsi privati.
Vent’anni, studentessa di Harvard, fluente chioma bionda, la rampolla dell’ex sindaco-sceriffo di New York è stata pizzicata mentre trafugava rossetti e make up in un’elegante profumeria nell’East Side, il quartiere più chic della Grande Mela, a due passi dall’isolato dal quale tra il 1994 e il 2001 l’inflessibile papà dichiarò e vinse la guerra contro le gangs of New York. Un furto ingenuo, quello della ragazza, tanto da essere subito beccata dal commesso con le mani nel sacco e arrestata dalla polizia del distretto di Manhattan. Una «bravata». E magari, considerato che all’ineffabile Caroline non deve mancare il denaro per i suoi capricci, forse un modo per attirare l’attenzione del genitore distratto.
Ma lo scandaletto c’è tutto. Il padre primo cittadino law and order e la figlia cleptomane. Basta e avanza per scatenare tabloid, avversari politici, psicologi vari. Non a caso, mentre l’irrequieta Caroline usciva dal commissariato dove ha ammesso il furto per il valore di circa 150 dollari, Mister tolleranza zero ha chiesto ai media «il rispetto della privacy». Ma difficilmente il caso si spegnerà presto.
Si sa, più che l’esemplare vita pubblica, i figli vedono tutti i giorni la debolezza privata e talvolta il lato oscuro dei loro padri. Debolezza per debolezza, se ne hanno diritto loro che sono persone compiute affermate e di successo, tanto più possiamo concedercela anche noi, qualche scivolata...
Militante repubblicano ma libertario in materia di aborto e di coppie di fatto, l’ex procuratore di ferro conosciuto e imitato in tutto il mondo per i suoi successi contro la criminalità ha alle spalle due divorzi e qualche chiacchiera di troppo. Nel 2000, poco prima della burrascosa separazione dalla giornalista televisiva Donna Hannover, madre di Caroline, Giuliani viene scoperto mentre si esibisce in un club privato travestito da drag queen, con tanto di corsetto e calze a rete sulle gambe depilate. Dopo il divorzio, anziché trasferirsi nella casa della nuova compagna, sceglie il lussuoso attico di una coppia di gay suoi amici. Dopo l’attentato a Ground Zero però torna in prima linea, aiuta la ripresa della città e il Time lo elegge «Uomo dell’anno». Ma poi arriva un’altra, ironica(?), esibizione in abiti femminili con Donald Trump come partner. Il rapporto tra padre e figlia si fa più che mai burrascoso qualche mese più tardi. Quando Giuliani inizia la corsa per la candidatura alla Casa Bianca, lei si fa fotografare su Facebook con un manifesto che invita al voto per Obama. Cala il gelo. E nel giorno del diploma Caroline registra la latitanza del padre. Tutti presenti alla festa: madre, fratello e patrigno, il papà vero no.
Saranno questi gli alibi preventivi di Caroline?
Il 31 agosto prossimo i poliziotti del Commissariato la attendono per discutere dell’incriminazione. Anche se, appreso il cognome della ladra, i padroni dello store di cosmetici hanno fatto sapere che non sporgeranno denuncia. Del resto, Caroline non ha precedenti. E c’è da augurarsi che, a differenza di quanto accaduto in passato ad altre rampolle dell’upper class a stelle e strisce, da Winona Ryder a Jennifer Capriati, non lo diventi proprio il furtarello dell’altro giorno. Chissà, magari graduando bene la tolleranza, ci penserà il famoso papà, anche con l’aiuto del rispetto della privacy. Compresa la sua.