Il Caronte delle maniache dello shopping

nostro inviato a Rodengo Saiano (Brescia)

L'autista Ettore è sveglio dalle quattro e mezzo. Nel buio profondo di Longarone, con vista sulla diga del Vajont, ha acceso il suo pullman ed è salito verso la montagna bellunese. Fiera di Primiero, San Martino di Castrozza, fino quasi al Passo Rolle. Praticamente, un rastrellamento.
Alla fine del giro, sul suo pullman, cinquanta donne di tutte le età, dai venti ai settanta, ciascuna con la sua idea precisa di pellegrinaggio. La meta dei sogni: Outlet Franciacorta Village. Settecento chilometri tra andata e ritorno. Arrivo alle undici, ripartenza alle diciotto. Sette ore per setacciare i centossessanta negozi delle grandi marche. Obiettivo: scovare la roba più bella al prezzo più basso. Nel suo genere, una domenica di emozioni irripetibili. Non a caso, su questa febbre di estrema provincia si sono già proiettate le agenzie di viaggi.
Spiega l'autista Ettore, mentre sonnecchia sulle poltroncine della prima fila, aspettando al parcheggio-pullman la gentile clientela: «Io sto lavorando per un'agenzia di Santa Giustina. Siamo in due: più in là c'è un secondo pullman. Un paio di volte l'anno, si organizza il viaggio. Sì, come andare a Jesolo o al santuario di Loreto. Queste signore vengono qui».
E i mariti?
«I mariti a casa. Le sento dire che sarebbero solo di peso».
Ma le signore vengono in gita o vengono per acquistare?
«L'uno e l'altro».
Quanto costa il biglietto?
«Andata e ritorno, 29 euro».
Conviene?
«Veniamo da una zona molto cara. Tante dicono che con un solo acquisto salta fuori il prezzo del biglietto».
Dove hanno sentito parlare degli outlet?
«Doveee??? Guardi che sono espertissime. Vengono sempre. Immancabili. Stamattina erano loro che indicavano la strada a me...».