Carpineto, (doppio) sogno diventato realtà

S e il vino è più buono quando è la spremuta del sogno di un uomo, il vino Carpineto è buono il doppio essendo il progetto di due uomini, Antonio Mario Zaccheo e Giovanni Carlo Sacchet ed Antonio Mario Zaccheo, che nel 1967 (e quindi siamo già in odore di cinquantenario) fondarono la cantina con l'idea di produrre un Chianti Classico di livello internazionale. Idea piuttosto trasgressiva per tempi in cui il più diffuso vino toscano era una feccenda piuttosto dozzinale. Seguirono anni di esperimenti, di tecniche più all'avanguardia, di asticelle sempre più alte.

Oggi Carpineto è un brand affidabile, che produce vini importanti, verticali ed esporta i suoi prodotti in 70 paesi del mondo. Che nell'aprile scorso è stato inserito tra le migliori 104 cantine italiane selezionate da Wine Spectator per Opera Wine, con il Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2010. «Un vino fine, elegante ed armonioso dai seducenti aromi di ciliegio dolce, cuoio, spezie e sottobosco, con un accenno di quercia sul finale che suggerisce che ha ancora il tempo di evolvere», come scriveva il celebre magazine americano. Che ha pure inserito l'annata 2011 dello stesso vino addirittura al 76° posto dei cento migliori vini del mondo.

Con ben cinque tenute Carpineto è una vera piccola enciclopedia del vino toscano. Oltre alla tenuta di Montepulciano, da cui arriva il già citato Vino Nobile (che peraltro ha il record di essere il vigneto ad alta densità più vasto d'Italia), ci sono le due tenute chiantigiane (Dudda e Gaville), quella di Montalcino e quella di Gavorrano in Maremma. Tra i prodotti più interessanti il Chianti Classico Riserva Docg, il Brunello di Montalcino Docg, il Cabernet Sauvignon Farnito, e i supertuscan Dogajolo (rosso a base Sangiovese e bianco a base Chardonnay, Grechetto e Sauvignon). Nelle annate speciali ci sono anche gli Appodiati, cinque grandi cru.