La Carrà non trova «storie vere»: cercasi show per la Lotteria Italia

da Milano

Però, chi se lo aspettava. Dopo aver chiesto, quasi preteso e quasi realizzato, il ritorno in Rai, ora Raffaella Carrà fa retromarcia. Ecco l’antefatto: il 17 settembre su Raiuno lei avrebbe dovuto iniziare una nuova serie di Carramba che fortuna, il suo cavallo di battaglia che anche stavolta sarebbe stato abbinato alla Lotteria Italia. Giorno: il mercoledì in prima serata. Obiettivo: divertire e fare pieno di ascolti e riconsegnare Raffa agli altari della cronaca. Vai, tutto perfetto.
Però c’è un però.
Nelle scorse settimane, quando la redazione di Carramba che fortuna si è messa al lavoro, si è accorta, dapprima incredula poi sconfortata, che è difficilissimo trovare una quantità sufficiente di «storie assolutamente vere» come pretende la Carrà. Lei, a suo tempo, è stata la prima, o perlomeno la presentatrice più popolare, a introdurre l’idea televisiva del ricongiungimento, del ritrovamento di persone che si consideravano disperse o dimenticate. E, negli anni, stuzzicare la commozione dei telespettatori attraverso la riunione di gruppi famigliari è diventato una sorta di «brand» vincente che ha premiato - e premiato molto bene - tanti altri programmi come C’è posta per te e via elencando. Ora il terreno è stato saccheggiato e le carrambate autentiche scarseggiano assai. «Nemmeno loro pensavano di trovare una tale difficoltà» si fa capire nei corridoi di Viale Mazzini. Perciò, come riporta il Sorrisi Canzoni Tv di oggi, gli entusiasmi iniziali si sono gelati come al Polo Nord e lo staff della Carrà è corso ai ripari.
Nuova idea e nuovo programma.
Per ovviare all’impiccio sono state convocate due garanzie, ossia Sergio Iapino e Gianni Boncompagni, e giù a pensare a un progetto sostitutivo capace di realizzare i due obiettivi: far vendere biglietti della Lotteria, ultimamente in calo fisiologico, e far risorgere la Carrà, ultimamente desaparecida (Eurofestival a parte). Insomma, l’incolpevole direttore Del Noce si trova davanti un inghippo mica da ridere. «Ne abbiamo già parlato con lui, ma è ancora tutto per aria», ha detto ieri Gianni Boncompagni, gentilissimo come al solito e come al solito poco abituato ai giri di parole. L’incontro decisivo sarà oggi pomeriggio: la coppia Boncompagni&Iapino nell’ufficio di Del Noce. E la Carrà, probabilmente assente, attenderà il verdetto a casa. O la va o la spacca.
«Se dovesse andare in porto, sarebbe un programma tipico di Raffaella, nessuna sorpresa particolare» spiega Boncompagni. «Un varietà di canzoni» si precisa in Rai. La mission è quasi impossible perché si tratta di un programma chiave, legato al periodo di garanzia e decisivo per aggiudicarne la vittoria a Raiuno. «Se si rivelasse un flop, non si potrebbe cancellarlo e, visto che dura undici puntate, pregiudicherebbe gli obiettivi in modo grave» si dice nei corridoi. Quindi: cautela. Se il redde rationem di oggi non andasse a buon fine, se il programma bis non piacesse al direttore, allora si allontanerebbe un’altra volta il ritorno di Raffaella Carrà in Rai.
Certo, di fronte al nodo scorsoio dei contratti già firmati, Del Noce potrebbe decidere di rinviare Carramba che fortuna a febbraio, lasciando agli autori e alla redazione qualche mese in più per trovare le storie vere che attualmente latitano. Ma per la Carrà sarebbe una carrambata al contrario e, comunque, una bella battuta d’arresto. E di sicuro a trovarsi nei guai sarebbe ancora una volta Del Noce. E va bene che, dopo sette anni, è ormai specializzato nel fronteggiare gli imprevisti, però il programma della Carrà avrebbe dovuto essere uno dei punti fermi della sua stagione. Al suo posto potrebbe puntare su uno show modellato su I migliori anni, che Carlo Conti ha appena condotto a un successo imprevisto e molto soddisfacente. Se toccasse di nuovo a lui, si tratterebbe sempre di uno show di canzoni. Ma rischia di diventare un’altra musica.