Carra: Unione avvertita, no ai Dico

Il deputato teodem avvisa i compagni: «Rutelli ha già indicato i limiti da non oltrepassare. Il Pd? Non possiamo entrare nel Pse proprio perché ci sono queste posizioni»

da Roma

«Agnoletto, Catania e Frassoni sono stati isolati e il riferimento al Bagnasco, gli insulti che gli venivano rivolti, sono stati tolti grazie anche all’impegno della nostra Patrizia Toia». Enzo Carra, portavoce della corrente cattolica della Margherita, i cosiddetti teodem, si è appena fatto raccontare dall’europarlamentare Toia (Dl) come si è giunti alla formulazione finale della risoluzione europea sull’omofobia e le discriminazioni nei confronti dei gay. A proporre di indicare con nome e cognome l’arcivescovo, Angelo Bagnasco tre europarlamentari italiani: i due di Rifondazione comunista, (Agnoletto e Catania) e uno dei Verdi (Frassoni), firmatari di una mozione anti-Cei che però poi è stata stralciata nella versione finale della risoluzione. Nel documento approvato dal Parlamento europeo però restano molti riferimenti inequivocabili ai comportamenti «discriminatori» della Chiesa, non soltanto quella cattolica, e anche sulla necessità di varare legislazioni che attribuiscano alle coppie gay pari diritti.
Onorevole Carra nella risoluzione si invitano i paesi membri della Ue a varare leggi che tutelino le coppie omosessuali. Insomma una bella spinta per il ddl Dico che giace in Senato e contro il quale i cattolici si sono mobilitati in massa proclamando il Family day per il 12 maggio. Manifestazione alla quale lei e i cattolici dl avete aderito con entusiasmo...
«Il parlamento europeo può dire quello che vuole ma non è che ci possano essere direttive europee sui Dico. Qui c’è un programma di governo molto chiaro che parla di diritti delle persone e non delle coppie che farà il suo cammino parlamentare e sul quale in Senato la Margherita ha già chiarito il limite da non oltrepassare».
Il nome di Bagnasco è stato tolto ma l’allusione ai «dirigenti politici e religiosi» è inequivocabile.
«L’uscita pubblica del presidente della Cei è stata strumentalizzata, direi saccheggiata in modo da farla apparire ciò che non era. Ovvero un’equiparazione tra incesto e omosessualità. Noi abbiamo assistito sbigottiti e dispiaciuti a quanto è accaduto ma è stato lo stesso Bagnasco a precisare che le sue parole erano state equivocate. Non spetta a noi dare chiarimenti già forniti dallo stesso Bagnasco».
Ma oltre alla contrapposizione tra laici e cattolici emerge anche una questione anticlericale che condiziona la vostra azione all’interno del futuro partito democratico e anche nel quadro della politica europea. O no?
«Sul valore della famiglia non solo i teodem ma lo stesso leader della Margherita, Francesco Rutelli, ha chiarito che noi non entreremo nel partito socialista europeo al cui interno ci sono posizioni radicali che non condividiamo. Non credo che questo rappresenti un ulteriore ostacolo per la costituzione del Partito Democratico che comunque non sarà soltanto diessino. D’altra parte noi portiamo avanti le nostre convinzioni con coerenza e non possiamo pensare che gli altri non facciano altrettanto».
Ovvero?
«Chi appartiene alla sinistra radicale come Agnoletto non è che andando al Parlamento europeo cambi idea. Anzi la rafforza. Tanto più ha valore la nostra battaglia in difesa del diritto della Chiesa a dire la sua. Però certo non mi stupisco che ci siano posizioni anticlericali anche a Strasburgo visto che il Partito socialista europeo ha tra i padroni di casa gli stessi socialisti dello Sdi che in Italia ogni giorno tuonano contro le gerarchie della Chiesa, contro il Concordato e che rappresentano la punta di diamante dell’anticlericalismo».