Carraro insiste: «Mi dispiace, ma ha violato le regole»

Marcello Di Dio

nostro inviato a Firenze

Allenatori e dirigenti di A e B sono con l’arbitro numero uno al mondo, i vertici federali e arbitrali di fatto lo scaricano definitivamente. Il presidente dell’Aia Tullio Lanese annuncia: «Attiverò il Comitato nazionale dell’associazione per respingere queste dimissioni. Può tenersi il contratto e restare nell’Aia». Per fare cosa, visto che secondo l’arbitro bolognese è venuto meno il rapporto di fiducia? È in difficoltà, Lanese, e si vede quando spiega il perché del muro contro muro. «Il 6 febbraio 2003 Collina partecipò alla compilazione di questo regolamento, che impedisce agli arbitri di avere sponsor già partner di club di serie A. L’11 luglio scorso mi aveva comunicato l’avvenuto accordo con la Opel e io effettivamente gli avevo detto “complimenti, bravo” perché aveva ottenuto un contratto importante».
Per la prima volta Lanese ammette di essere venuto a conoscenza di quest’accordo dopo aver sempre negato questa circostanza e aggiunge: «Gli ho inviato successivamente una lettera in cui chiedevo la documentazione completa, lui me ne ha inviata una parziale in cui c’erano delle bozze e dei loghi dell’accordo, allora io gli ho riscritto dicendo che non si poteva far nulla e che lui non avrebbe potuto arbitrare».
Due ore dopo il presidente della Figc Carraro rincara la dose. «Andiamo alla sostanza delle cose: le regole fanno ritenere all’organizzazione che avere lo stesso sponsor di una squadra renda impossibile all’arbitro di dirigere nel campionato dove milita quel club. E le regole non si cambiano in corsa». E sul tema della fiducia, tirato in ballo da Collina, il numero uno Figc sottolinea: «Siamo un paese anomalo nel quale si attribuisce all’arbitro troppa importanza. Siamo diversi dagli inglesi. Il problema non è se l’autorizzazione sia stata richiesta o richiesta tardi, ma è la questione stessa della sponsorizzazione».
A difesa di Collina si schierano allenatori e dirigenti. In primis il ct della nazionale Lippi. «Mi auguro che possa ripensarci, lo avevo incontrato nei giorni scorsi ed era molto amareggiato per la piega che aveva preso la vicenda. Mai però mi sarei aspettato che stesse maturando questa decisione. Mi dispiace, è una persona seria che ha fatto sempre bene il suo lavoro». Dello stesso avviso è l’allenatore della Roma Spalletti. «Non credo che esista incompatibilità tra essere arbitro e avere come sponsor lo stesso di una squadra che puoi essere chiamato ad arbitrare. Spero ci ripensi, vorrei già averlo nella partita con l’Udinese». «È un peccato che abbia smesso – evidenzia Del Piero – spero che chi lo sostituisca sia alla sua altezza». «Curioso che il conflitto di interessi riguardi Collina», sottolinea il presidente dell’Inter Facchetti, mentre Cosmi, tecnico dell’Udinese ammette: «Collina ha detto la cosa più giusta: in questa storia hanno perso tutti».