Carrellata di vecchi successi con dedica a John Lennon

Ma com’è testone, sir Paul. Prima del concerto all’Olympia è stato lì a provare e riprovare per cinque volte Live and let die, e dire che il brano ha 34 anni e chissà quante volte l’ha suonato. Ma poi sul palco, un paio d’ore dopo, si è capito perché: ormai McCartney può solo chiedere la perfezione ed è questo che cerca ogni volta che ricanta Michelle o C moon che di anni ne ha 35 ed è una specie di ska che più allegro non si può. Sarà per questo che le quasi due ore di concerto (ripreso da Canal Plus per festeggiare l’uscita del triplo dvd The McCartney years e dell’edizione deluxe del cd Memory almost full) sono state più che altro una carrellata di successi, 22 brani da Blackbird a I saw her standing there con in mezzo Eleonor Rigby, Flaming pie e Back in the Ussr con That was me sentito omaggio a John Lennon. Ovvio, alti e bassi. Strepitosa Hey Jude, ad esempio. Disarmante, perché semplicemente noiosa, la nuovissima Dance tonight. E spesso l’atmosfera è stata da revival. Ma che volete, alla fine uno esce dal concerto di McCartney e si ricorda sempre di quel periodo là, quello dei Beatles, che concilia con la vita e perdona anche la nostalgia canaglia.