Carrello in tilt, rientro d’emergenza a Linate

Per scendere in sicurezza il pilota ha scaricato il carburante sulla periferia

Claudio De Carli

«State tranquilli, non stiamo correndo alcun pericolo ma dobbiamo subito rientrare». Provate a pensare di essere a bordo di un aereo con i tempi che corrono e cercate di immaginare con quale stato d’animo si possono interpretare le parole del comandante. Ieri mattina è successo di sentirle per davvero a 158 passeggeri di un Airbus 320 della compagnia Volare Web costretto a un atterraggio di emergenza subito dopo il suo decollo dalla pista di Linate.
Il volo era decollato alle 10,35 ed era diretto a Catania. Quando ormai si trovava sopra le case di Codogno, il comandante dell’Airbus ha avviato le procedure per il ritiro dei carrelli ma la manovra non è stata completata per un malfunzionamento. Ha avvertito la torre, ha compiuto un giro per consentire ai controllori di verificare visivamente che i carrelli fossero rimasti fuori e dopo aver ricevuto conferma ha chiesto un atterraggio immediato. Mentre l’aereo girava sui cieli di Milano per scaricare carburante e scendere sotto il limite di peso che consente un atterraggio in sicurezza, nell’aeroporto sono state avviate le procedure per un atterraggio in emergenza. Mezzi dei vigili del fuoco sono arrivati sia dal deposito di via Messina, sia da quello interno di Linate, allertato anche il 118 e il presidio medico con tre ambulanze a bordo pista.
A bordo intanto il comandante Marco Bailo, 41 anni e diecimila ore di volo effettuate, ha fatto il possibile per tranquillizzare i passeggeri: «Ho chiesto un atterraggio di emergenza ma questo non significa che ci sia pericolo - ha spiegato - i carrelli non rientrano, ci stanno liberando l’aeroporto». Alle 11,21, dopo quasi un’ora dal decollo, l’Airbus ha potuto atterrare senza altri scossoni ai nervi dei 158 passeggeri e dei sei membri dell’equipaggio. Il comandante ha ripetuto che il volo non è mai stato in pericolo e anche il direttore generale del gruppo Volare si è detto stupito dell’eccessivo allarmismo che ha suscitato la richiesta di atterraggio per mancato rientro dei carrelli dell’aereo: «Quando il comandante ha chiesto di rientrare per un controllo - ha detto Franco Magni, direttore generale del gruppo Volare -, gli è stato detto che per farlo doveva richiedere la procedura di emergenza. Quindi non ha avuto alternative, ma non c’è mai stato alcun pericolo per i passeggeri».
Il volo avrebbe potuto continuare anche con i carrelli fuori, ma avrebbe comportato un maggior consumo di carburante, così come ha spiegato il comandante Bailo: «A causa dell’attrito aumentano così tanto i consumi che probabilmente non avrei avuto neppure il carburante necessario per arrivare a Catania».
Il carrello pare sia il tallone d’achille degli Airbus, prima concorrente nei cieli dell’americana Boeing. Problemi in passato si sono avuti sia per carrelli che dopo il decollo non rientrano o che in prossimità dell’atterraggio non escono. Alcuni piloti di Airbus hanno dichiarato che nelle procedure tendono a far passare alcuni minuti prima di far rientrare i carrelli in quanto le gomme si surriscaldano eccessivamente dopo il decollo. Ma i passeggeri dell’Airbus 320, una volta scesi dall’aereo, erano più preoccupati per i tempi di attesa sul prossimo volo che avrebbe ritardato le vacanze, che per la tensione a bordo.