A Carretta la casa dove sterminò la famiglia

Nel 1989 l'uomo massacrò padre, madre e fratello. Dieci anni dopo, chiudendo una fuga a Londra, confessò. Ma fu assolto per incapacità di intendere e di volere. Chiusa la causa civile con le zie, torna in possesso dell'abitazione

Parma - La casa dell'orrore torna all'uomo dell'orrore. Ferdinando Carretta ha ottenuto in eredità l'abitazione in cui sterminò l'intera famiglia. L'uomo nell’agosto del 1989 uccise padre, madre e fratello e nel ’99 fu assolto perché incapace di intendere e volere. Tornò libero dopo un periodo trascorso in ospedale psichiatrico e in comunità. Lo racconta la Gazzetta di Parma, precisando che probabilmente non tornerà mai più a viverci. Carretta ha infatti trovato un accordo con le zie, chiudendo così la causa civile che si era innescata proprio a proposito dell’eredità della famiglia Carretta.

La lite con le zie La casa comprata dal padre di Ferdinando nel 1973, del valore di circa 300mila euro, è stata assegnata a Carretta in seguito a un accordo firmato con le zie Paola Carretta, Adriana e Carla Ghezzi. Al nipote andranno anche circa 45mila euro in contanti, che sommati al valore della casa di via Rimini compongono un patrimonio di circa 350mila euro. L’intesa con le zie giunge dopo 6 anni di battaglie legali tra l’uomo e la zia Paola, sorella del padre, che gli fece causa per ottenere l’eredità. Nel 2005, infatti, il giudice Giacomo Cicciò assegnò l’intero patrimonio (di cui fa parte anche un altro appartamento in via Campioni del valore di circa 200mila euro) alle zie, in considerazione del fatto che l’eredità era caduta "in prescrizione", erano cioè passati 10 anni senza che Ferdinando Carretta l’accettasse formalmente. Un pronunciamento contro il quale Carretta fece ricorso, ma che oggi è stato ritirato in seguito all’accordo raggiunto. 

La vicenda giudiziaria Una conclusione che, al di là del paradosso evidente, corrisponde a ciò che prevede la legge: è vero che l’uomo uccise i suoi familiari, ma in quanto ritenuto incapace di intendere e di volere al momento del triplice omicidio non è stato condannato, venendo invece avviato a un percorso terapeutico prima nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere e poi in comunità. E così non ha perso il diritto civile all’eredità dei familiari, che nel frattempo sembrava destinata alle zie.

La strage Carretta dopo il triplice omicidio era scomparso per quasi 10 anni e dunque sembrava imminente la dichiarazione di morte presunta: e invece venne individuato e poi arrestato a Londra. Ammise anche le proprie responsabilità e indicò in una cava della provincia di Parma il luogo della sepoltura dei familiari. Ma i corpi, nonostante minuziose ricerche, non vennero mai trovati.