Carriera distrutta per spaccio di Dash

Bravo musicista, presentatore tv al top della fama con la sua Hit Parade, uomo spiritoso e brillante. È il ritratto di Lelio Luttazzi nel 1970, l’anno in cui si vedrà piombare in casa la Guardia di finanza che, nella perquisizione, sequestrerà una polvere sospetta trovata in un fustino. Le analisi diranno che è detersivo. Nel frattempo Luttazzi resterà in cella 30 giorni, i primi 8 in isolamento, senza contatti con un legale. L’ultima beffa è la liberazione, ritardata per una svista burocratica di 24 ore fino a dopo la finale dei mondiali, Italia-Brasile 4 a 1. Il suo arresto sarà in prima pagina, il proscioglimento annegato dalle notizie sportive. Carriera spezzata.