Carriera flash in Rai per l’amico di Giancarlo

Le manovre nella tv pubblica. Dopo il format in <em>Festa italiana</em> Roberto Quintino, molto legato a Giancarlo Tulliani, ha appena ottenuto una consulenza biennale in radio 

Ma che fine hanno fatto i Tulliani’s friends? Di cosa campano gli amici o soci in affari che il «cognato» di Fini, Giancarlo Tulliani, ha usato per metter piede nella Tv di Stato? Dopo la valanga di rivelazioni uscite sulla stampa sui business che la famiglia acquisita del presidente della Camera aveva fatto o progettava di fare in Rai grazie agli appoggi politici, alcuni di loro continuano a lavorare per l’azienda pubblica, magari in posizioni più defilate. Di commesse Rai ne avevano anche prima di incrociare il «cognatino», anzi erano proprio gli agganci che vantavano a viale Mazzini ad aver attratto il fratello di Elisabetta, la compagna di Fini.

Prendiamo per esempio Roberto Quintini, giornalista e scrittore, che da una decina d’anni ha scoperto la vocazione televisiva come autore/ideatore/compratore di programmi. È stato lui il tramite attraverso cui la società (At media) intestata alla mamma di Elisabetta Tulliani (ma dietro la quale si celava il figlio Giancarlo) ha ottenuto la commessa per il format Per capirti andato in onda su Raiuno all’interno di Festa Italiana e, dopo lo scandalo, non riprogrammato per la prossima stagione. Guadagno per la famiglia Tulliani: un milione e mezzo di euro. Bene, Quintini si è rifugiato a Radio Rai, settore dell’azienda pubblica amatissino dagli ascoltatori, ma certamente meno in vista. Il giornalista ha ottenuto un contratto di consulenza biennale come direttore artistico. Suo il compito di preparare lo sbarco sul web di due nuovi canali tematici radiofonici che dovrebbe avvenire a settembre e che servirà come sperimentazione per i futuri ed eventuali nuovi canali digitali «on air». Inoltre si è preso un altro lavoretto: una specie di reality radiofonico (che lui si picca di definire il «primo», anche se negli ultimi anni ce ne sono stati molti) intitolato Donne che parlano e andato in onda quest’inverno e che sarà probabilmente riproposto.

Particolare non trascurabile: il direttore di tutta la radiofonia è Bruno Socillo, di provata fede finiana nonché amico del fondatore del neonato gruppo Futuro e libertà. Insomma un giro di amicizie e di comunanza di idee politiche. «Ho affidato l’incarico di direttore artistico per le radio tematiche a Quintini - risponde Socillo interpellato sulla questione - perché è un professionista che conosco da trent’anni, con cui ho lavorato in passato e che ha tutte le caratteristiche per ricoprire quel ruolo». Certo, ma tra i tanti che lavorano in Rai nessuno era all’altezza? Stesso discorso per Angelo Mellone, tra i fondatori di Farefuturo, il pensatoio finiano, assunto a Radio Rai come capostruttura in primavera, poco prima che si arrivasse alla rottura tra Berlusconi e il presidente della Camera. («Ha un curriculum di tutto rispetto, c’era una posizione dirigenziale da coprire, ha presentato domanda di assunzione e mi sembrava la persona giusta»). Fosse così semplice per tutti i professionisti capaci...

Le cronache raccontano di altri produttori a cui Tulliani si era legato per ottenere lavori dalla Rai come Geppino Afeltra, organizzatore di eventi musicali, ex manager di Gigi D’Alessio, e Massimo Ferrero, produttore televisivo attraverso la Ellemme group. Afeltra, che aiutò il fratello di Elisabetta per alcune trasmissioni musicali per Raidue, quest’estate è riuscito a riproporre una sua trasmissione sul primo canale Rai, intitolata Mare Latino e condotta da Massimo Giletti ed Elisa Isoardi da Palinuro, ottenendo scarsi risultati d’ascolto: solo l’8 per cento di share.

Ferrero invece è in trepida attesa per la sua fiction Mia madre, due puntate sull’emigrazione calabrese. Già girata, con un budget di ben cinque milioni di euro, protagonisti Ricky Tognazzi e Bianca Guaccero, non ha ottenuto l’approvazione del Cda Rai a causa delle opacità degli assetti societari. Un forte danno per il produttore (anche se il direttore di Rai Fiction Del Noce assicura che tutto è a posto) se a settembre, al rientro dei consiglieri, non passerà il vaglio definitivo. Insomma, dopo le tante inchieste finite sui giornali, in Rai vanno più cauti ad affidare commesse.