Il Carroccio censura la commemorazione di parte

Sss...! Due minuti di silenzio! Tutti in piedi, giovedì sera nella sala rossa di palazzo Tursi, durante la riunione del Municipio I Centro-Est. Tutti a commemorare il sindacalista Guido Rossa caduto vittima delle Brigate Rosse esattamente trent'anni fa. Tutti meno uno. Gianalberto Conte, Lega, rimane in silenzio, come a dire che quelli del Carroccio le buone maniere le conoscono bene. Ma di alzarsi in piedi Conte non ci pensa nemmeno. Nulla da dire contro Guido Rossa, «una delle tante vittime lasciate sulla strada della democrazia». Ma non è l'unica. E qui si apre il libro di Conte. Perché se il consigliere Giuliano Bellezza (Pd) propone a inizio di seduta una espressione di sentimento per ricordare le vittime dell'Olocausto e il sindacalista ucciso in via Fracchia, nessuno ricorda gli altri caduti degli anni di piombo come Ugo Venturini.
«Sono 30 anni che sento parlare di Guido Rossa che anche nel 2009 verrà ricordato dai presidenti di Regione e Provincia e dal Sindaco di Genova» spiega Conte in una contro mozione che non la finisce più di elencare le autorità che ogni 24 gennaio da tre decenni affollano il cippo posto sul luogo dell'attentato: segretari nazionali, regionali e locali dei sindacati, oltre ad autorità varie tra le quali quest'anno spicca lo stesso segretario del Pd Walter Veltroni. Se Guido Rossa oggi potesse vedere sarebbe commosso da una tale partecipazione nel trentesimo anniversario della scomparsa, si appassiona Conte, «mentre per Venturini niente. Né decimo, né ventesimo, né venticinquesimo anniversario. E probabilmente molti di voi - spiega sempre il consigliere leghista rivolto a Bellezza e al resto del consiglio - avendo la metà dei miei anni non sanno neppure chi è stato Venturini». «Stiamo dimenticando i nostri morti in nome dell'antifascismo», è il mea culpa dell'assessore Milena Pizzolo (An). Era il 19 Aprile 1970 quando in piazza De Ferrari si stava svolgendo un comizio del Msi tenuto dallo stesso Giorgio Almirante. La tensione è alle stelle e quando scoppiano i disordini il camerata Venturini viene raggiunto da un sasso sulla testa e cade sul selciato agonizzante. Morirà il primo maggio. «Gli uccisori non sono mai stati identificati come sono rimasti ignoti gli autori di altri 20 delitti ai danni di esponenti o simpatizzanti del Msi come Sergio Ramelli, Paolo Di Nella, Miky Mantakas e i fratelli Mattei», spiega Conte chiedendo anche «come mai ancora oggi si celebrano le vittime dell'Olocausto mentre si continua a tacere sui martiri delle Foibe». Come dire: o tutti o nessuno «perché non ci devono essere morti di serie A e di serie B». Ma si becca un sonoro: «Stai zitto che non ne sai niente tu delle Foibe».